Esclusiva Fol – Ghinassi: “Sfidare la Robur è speciale per tutti, per me lo sarà di più”

È la prima volta da avversario, per Tommaso Ghinassi. 16 presenze nella stagione 2016/17 e un gol, a Gorgonzola, più l’onore di aver portato al braccio la fascia di capitano, fascia che adesso indossa nel Lornano Badesse. “È vero, non l’ho più rincontrato il Siena – racconta Ghinassi al Fedelissimo Online – affrontarlo in Serie D è particolare per tutti, ma per me, avendoci giocato, è ancor più speciale”.

Cosa ti ricordi della tua stagione a Siena?

La partenza un po’ in ritardo e un anno di transizione, come spesso accade quando cambiano diversi componenti della squadra. Non è stato semplice a livello di risultati. Mi dispiacque di esser rimasto un anno solo perché poi si vedeva che poteva crescere qualcosa. Personalmente ho fatto un buon campionato fino a dicembre, poi da gennaio a giugno giocai pochissimo.

Cosa hai pensato, lo scorso agosto, quando la Robur non si è iscritta alla C?

L’ho trovato strano. Vivendo non tanto lontano qualche notizia arriva e sapevo che erano stati spesi dei soldi per fare i playoff. Insomma, era un sentore di continuità, un segnale che la Durio sarebbe andata avanti o avesse ceduto a qualcuno. Mi è dispiaciuto, perché la società è importante e perché ci ho giocato.

A Badesse hai ritrovato Simone Guerri, in una nuova veste.

Ho giocato tre anni con lui, lo posso definire un amico. Sono contento di averlo qui con me, di costruire qualcosa insieme. Non è più in mezzo al campo ma a bordo campo, però è rimasto lo stesso. Ha tanta voglia di imparare ed è sempre disponibile.

Guerri ha preso una strada chiara, tu hai deciso cosa farai dopo il calciatore?

Ci ho pensato, e ho idee contrastanti. Ho preso il patentino Uefa B, però ci sono giorni in cui vorrei allenare e giorni in cui non penso che sia la mia strada. Spero di poter giocare ancora qualche anno per poterci pensare di più.

Come mai la scelta Badesse?

Un mix di situazioni, la più importante è che mi è nata la bambina, che ora ha 4 mesi, e volevo rimanere vicino casa. E poi mi hanno voluto fortemente, il progetto è ambizioso e la fascia di capitano è una responsabilità in più.

Un inizio difficile il vostro, poi la ripresa dopo il cambio di allenatore.

Sia Guarducci che Bonuccelli prediligono il gioco, non sono molto distanti. Bonuccelli, quando abbiamo vinto 1-0, ha detto: questo non è il mio calcio. Era già più contento della partita con l’Ostia, dove abbiamo avuto più occasioni, anche se abbiamo perso 3-2. Va trovata una quadra, una via di mezzo. Abbiamo anche cambiato modulo, siamo passati a tre. Un po’ come era successo a Siena, ma al contrario.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol