Esclusiva Fol – Falsini, l’aretino ex di Arezzo e Siena: “Difficile essere profeta in patria, sabato tiferò Robur”

Gianluca Falsini è il doppio ex del derby di sabato. Ha incominciato nell’Arezzo, la squadra della sua città, ma l’amore con gli amaranto non è mai nato. A Siena, invece, due importantissime tappe della sua carriera. Un biennio e 48 presenze da calciatore in serie A, un biennio da tecnico delle giovanili, prima del fallimento che lo ha portato ad allenare ad Empoli.   

Gianluca, come sta andando il secondo anno all’Empoli?

Quest’anno sono cambiati i campionati, l’Under 16 l’hanno equiparato con l’Under 17, giocheremo con squadre di A e B con una final eight. E’ importante non tanto per il titolo ma perchè ci sono più stimoli. C’è grande entusiasmo, grande voglia di ricominciare.

L’anno scorso eri nel girone della Robur, che impressione ti ha fatto il Siena di Argilli?

Mi ha fatto un’ottima impressione. Sono andati alla fase finale a Cesena, è la squadra che ha espresso il miglior calcio. Noi giocavamo con un anno in meno, ma Stefano insieme a Radice, Pierangioli, Maffei e gli altri collaboratori ha fatto un lavoro incredibile. All’andata ci hanno sorpreso, al ritorno siamo stati superiori ma è finita 1-1.

A proposito, sono stati ufficializzati ieri i nomi del settore giovanile. Non c’è più Radice, entra Pierangioli con Argilli, Signorini e Voria.

Sono tutte persone incredibili, conosco bene Pierangioli e Signorini, prima del professionista bisogna parlare degli uomini. Hanno dato tantissimo alla Robur, sono competenti, vivono questo sport con una passione incredibile. Gli faccio un grande in bocca al lupo, di ripetere la stagione dell’anno scorso. Ruggero è una grossa perdita, però questi ragazzi faranno di tutto per colmarla.

L'anno scorso, durante la trasmissione di Fausto Fabianelli, dicesti che il Siena a differenza dell’Empoli cambia presidenti come se fossero allenatori. Adesso è arrivata una nuova proprietaria, la conosci?

Anna Durio, la conosco di nome. Gli auguro di rimanere almeno dieci anni, perchè per i tifosi dovesse ricambiare presidenza… è sempre il solito problema atavico che non si riesce a debellare. Anche all’Arezzo, fino a Ferretti, c’era lo stesso problema.

Nella rosa della Robur ci sono due giovani che hai allenato, Biagiotti e Romagnoli, più Venuto in prestito alla Colligiana.

Romagnoli dopo il fallimento è venuto qui a Empoli, Biagiotti è sempre lì e ha parato un rigore a Sansepolcro, Venuto sono contento della sua ultima annata, mi ricordo che tempo fa voleva smettere, adesso è tornato. Faccio a tutti e tre un in bocca al lupo. Sono convinto che faranno il meglio che potranno per il bene del Siena.

Sabato c’è il derby con l’Arezzo. Tu sei un doppio ex, parlaci delle tue due esperienze. Partiamo dall’Arezzo.

Ad Arezzo ho fatto un anno di settore giovanile, ma diciamo che non è mai scoppiato l’amore, essere profeta in patria è difficile. La prima volta andò male per colpa loro, non hanno creduto in me e direi per fortuna, visto che a Parma la mia carriera ha preso un’altra piega. Fossi rimasto non avrei potuto dimostrato il mio valore. A fine carriera è stata invece colpa mia, nel senso che non potevo dimostrare molto visto che ero reduce da operazione al tendine di achille. Io ho dimostrato poco, loro hanno avuto poca pazienza e sono contento perchè dopo essermene andato a Padova ho vinto il campionato.

Il Siena invece?

Il Siena è completamente diverso. Ho passato due anni bellissimi, ho tutt’ora un ricordo stupendo dei tifosi e dei senesi in generale. Mi sono trovato a casa e ho anche comprato casa. Ci sono ritornato come allenatore del settore giovanile, il primo anno è stato buono, il secondo è stato tribolato. Ma lì sono nate amicizie incredibili, come con Pierangioli. Nelle avversità spesso escono fuori delle cose belle.

Da quanto intuisco credo allora che tiferai Siena.

Leggermente (ride, ndr)

Ultima domanda: a cosa ambisce Ganluca Falsini nel futuro?

A completarmi come allenatore. Dentro di me da qui a poco vorrei fare un altro tipo di calcio con i grandi. Il settore giovanile è una palestra fondamentale per il ragazzo e l’allenatore, qui si sta benissimo, è uno dei centri più importanti d’Italia, ma di qui a breve mi piacerebbe tentare l’esperienza con i grandi.

Magari a Siena.

Potrebbe essere. Siena è già ad un livello importante ed è sempre un trampolino difficile, è una piazza esigente e credo che abbia un buon ricordo di me. Mi piacerebbe arrivarci consapevole delle mie idee, della mia gestione del gruppo. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol