Esclusiva Fol – Dellafiore: “Pronto a ripartire il prima possibile. Siena? Perché no”

Nella protesta che sta portando avanti il presidente Gravina c’è anche un esempio palese: squadre che arrivano dalla Lega Pro fanno bene (Spal in A, Cittadella e Benevento ai playoff. L’unica eccezione è il Pisa), mentre quelle che compiono il percorso inverso no (Lanciano e Como sono fallite, il Modena ci è andato vicino). L’ultimo caso è proprio il Latina, che ha appena rinunciato all’iscrizione alla C dopo l’ennesima asta andata deserta. Il capitano della squadra nerazzurra è Paolo Hernan Dellafiore, ex difensore dalla Robur adesso svincolato e pronto a ripartire.

Paolo, per te è stato davvero un annus horribilis. Retrocessione, fallimento della società e adesso rottura del legamento.

E’ una stagione cominciata male e finita peggio, con la ciliegina negativa sulla torta. Mi sono fatto male in rifinitura prima di Avellino, nella partitella, un contrasto proprio alla fine. Purtroppo è andata così, lunedì mi dovrei operare e poi comincerò la riabilitazione per recuperare il prima possibile. Il Latina è fallito e quindi sono svincolato. Vedremo se arriverà qualche richiesta.

Quando ti rivedremo in campo?

Per rigiocare le partite direi ottobre. Ora i tempi di recupero sono minori rispetto al passato, ma ci vorranno almeno quattro mesi e mezzo.

Il Latina ha riottenuto tre punti e ha chiuso non più all’ultimo posto. Chissà, senza il caos societario, cosa sarebbe successo.

A gennaio ci sono state cessioni importanti, già si era capita la situazione, poi ci hanno tolto 7 punti e non è facile scendere in campo sempre per vincere. Mentalmente influisce. Con dietro una società solida dico che ci saremmo salvati.

Società assente, penalizzazioni, odore di fallimento. Latina non ti ha ricordato Siena?

Sì, più o meno siamo sullo stesso discorso. A Siena c’era un altro tipo di squadra, molto più forte. Alla fine ci bastava un punto e potevamo tentare di andare in serie A. Credo però che se ci si comporta bene anche dal punto di vista societario la fortuna arriva dalla tua parte. In caso contrario, inconsciamente, il destino ti punisce.

Tutta quella stagione, poi concentrata nei minuti finali di Varese, è stata l’emblema della forza di gruppo e staff tecnico, supportati solamente dai tifosi.

Fino a dicembre eravamo riusciti, nonostante la penalizzazione, a camuffare la situazione. Poi da gennaio, senza il pagamento di stipendi, la situazione è iniziata a farsi pesante. Eravamo un gruppo coeso, col mister e con l’ambiente siamo riusciti a trovare la forza di arrivare fino in fondo. Ma ogni giorno ce n’era una. I fornitori, per dire, chiedevano i debiti e venivano al campo a portarsi via il materiale.

Dopo Siena hai giocato tre anni a Latina. Tolto l’epilogo, che bilancio dai dell’esperienza in neroazzurro?

Ho quasi sempre giocato, a guardar me stesso sono contento. Se sono riuscito ad avere spazio, vuol dire che qualcosa di positivo ho fatto.

Parma, Siena, Latina. Nei tuoi ultimi anni hai giocato in club simbolo del degrado calcistico.

A Parma per fortuna sono stato negli anni in cui non c’erano ancora problemi. Siena e Latina sono invece due esperienze negative. Provo una forte rabbia. Uno pensa a giocare, a divertirsi, a dare il meglio di sé e poi viene tutto vanificato.

Dal 2014 la Robur ha intrapreso un’altra strada.

Ho avuto modo di seguirla. Sono rimasto in contatto con Vergassola e conosco il team manager Ivan Sarra, che è di Latina. Ci scambiavamo diverse informazioni.

Due anni in Lega Pro e tantissime difficoltà.

E’ un campionato in cui ho giocato da ragazzino, ma seguo le serie minori anche oggi. Mi piace seguire ex compagni, do un’occhiata ai risultati. Purtroppo spesso capitano squadre che scendono di categoria e hanno difficoltà o falliscono. Dal punto di vista economico tra serie B e Lega Pro c’è una differenza importante.

Conosci la nuova presidente?

No, ho letto qualcosa quando c’è stato il passaggio di proprietà. Me ne hanno parlato bene. Ho visto lo sfogo, penso l’abbia fatto perché ci tiene veramente a Siena e al Siena.

Saresti disponibile a scendere di categoria e legarti ad un progetto ambizioso con il Siena?

Uno ovviamente un occhio alla categoria lo dà, però venendo da questi ultimi anni penso che, arrivato a 32 anni, sia importante valutare serietà, il progetto e la stabilità di una società. Tornare in Lega Pro in una squadra come il Siena penso che non sarebbe un problema.

Se il Siena chiama, insomma, Dellafiore risponde.

Sicuramente sì. Non negherei mai una chiacchierata. Siena è una piazza importante, che merita di tornare dov’era. Ci si potrebbe sedere attorno ad un tavolo senza problemi. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol