Esclusiva Fol – De Angelis: “Prima il menisco, poi il Covid. È stata dura, ma ora sono pronto ad aiutare la Robur”

Dalla Flaminia… alla Flaminia. Roberto De Angelis si è perso un intero girone, l’infortunio di Civita Castellana del 15 novembre gli ha fatto saltare ben 16 partite. Ma il terzino romano, arrivato al Siena in prestito dal Cosenza, è finalmente pronto a riscattarsi. “Sto bene, il ritorno in campo è stato faticoso perché sono un po’ sulle gambe – dice De Angelis in esclusiva al Fedelissimo Online – sfrutterò al massimo la pausa della prossima settimana per tornare al 100%”. Una buona notizia per Gilardino, sia per il ruolo che ricopre, sia perché è un 2001, merce rara in rosa dopo l’addio di Gerace.

Roberto, com’è tornare ad allenarsi con i compagni?

È molto bello, anche perché venivo da un periodo complicato. Puntavo a rientrare a metà gennaio, ma dopo essermi operato al menisco, nel momento cruciale della riabilitazione, dopo Natale, sono risultato positivo al Coronavirus per venti giorni, e ho dovuto stoppare il recupero. Ero tornato a casa, mio padre l’ha preso a lavoro e siamo stati positivi tutti e quattro in famiglia, inclusa mia sorella più grande.

Quando sei rientrato a Siena?

Il 16 gennaio, era appena subentrato Argilli. Gilardino non ho avuto neanche modo di salutarlo, meno male è tornato! Il caos dei russi l’ho vissuto, ero sempre lì ad allenarmi per cercare di rientrare il prima possibile. Solo che quando ho iniziato a correre mi è venuta un’infiammazione e sono stato fermo altri 10-12 giorni. Mi dispiace non aver potuto aiutare la squadra, non mi era mai capitato star fuori così tanto tempo. Però è un’esperienza che mi ha fatto crescere molto mentalmente.

Saresti pronto a giocare già domenica?

Non ho più dolore al ginocchio e sono a disposizione per la partita. Però, visto il periodo di inattività, credo che il mister mi risparmierà. A meno che non ci sia emergenza assoluta.

E in effetti, soprattutto, al centro della difesa, è vera e propria emergenza. Potresti giocare in quella parte di campo?

Sono terzino di ruolo, nelle giovanili di Lazio e Cosenza ho sempre fatto il terzino e il quinto di centrocampo. Però ho ricoperto anche il centrale nella difesa a 3 o 4 e la mezz’ala.

Tra l’altro domenica c’è la Flaminia, che rievoca brutti ricordi.

Maledetta gara, mi ha fatto stare fuori un girone intero. Non è facile da accettare ma gli infortuni fanno parte del calcio. Ci tengo a fare un ringraziamento particolare.

Prego.

Ringrazio il doc, Saro Catanese, il dottor Franco Merlo che mi ha operato, i preparatori atletici Pizzarelli e Bencardino e il gruppo Performance di Siena. Mi hanno aiutato tutti a rientrare il prima possibile.

Classe 2001, “romano de roma” e cresciuto nella Lazio.

Mi hanno chiamato quando avevo nove anni e ci sono rimasto per otto. Poi il secondo anno di Primavera sono passato al Cosenza. La scorsa estate ho fatto il ritiro in prima squadra e sono stato girato in prestito secco al Siena.

Qualche tuo compagno che ha fatto carriera?

Nicolò Armini, siamo cresciuti insieme. Adesso è fisso in prima squadra.

Appena due presenze col Siena, poi l’infortunio. Cosa ti aspetti in questa seconda parte di stagione?

Mi aspetto di rientrare presto in forma e fare più presenze possibile per aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo.

Che prima era vincere il campionato. E adesso?

Pensare partita dopo partita, fare tanti punti. Poi alla fine guardiamo dove siamo arrivati.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol