ESCLUSIVA FOL – Cavallo: “Cuore, grinta e attributi: Siena vuole queste caratteristiche”

Cuore, grinta e attributi ce li ha sempre messi, anche a costo di qualche cartellino di troppo. Luca Cavallo, tra i protagonisti di quel Siena che conquistò la promozione in Serie A nella stagione 2002/03, non ha mai dimenticato il suo trascorso in maglia bianconera. Due anni e mezzo fatti di tante emozioni, un campionato vinto e tanto entusiasmo. A raccontarci il tutto è l'ex giocatore, contattato in esclusiva dai microfoni del Fedelissimo Online.

Due anni e mezzo con la maglia della Robur Siena, in uno dei quali conquistate un campionato di Serie B. Cosa ricorda con più piacere di quell'annata?

“Sono stati anni molto belli. Ricordo tutte le cose positive, anche perché al mio arrivo il Siena aveva appena vinto il campionato di Serie C. Negli altri due anni ho fatto una piccola parentesi al Cagliari, poi sono tornato al Siena raggiungendo una salvezza miracolosa. Eravamo ultimi in classifica, ma ci siamo salvati facendo un grande girone di ritorno: è stato il pilastro che l'anno successivo ci ha portato a vincere il campionato. Ho un ricordo molto bello di Siena, soprattutto della città, dei tifosi e dell'entusiasmo che c'era”.

In quella squadra c'era Michele Mignani, genovese come lei. Lo conosceva già?

“Non lo conoscevo di persona, però abbiamo giocato contro: lui nelle giovanili della Sampdoria e io in quelle del Genoa. Ci eravamo già affrontati da giovani”

Ligure è anche la capolista di questo campionato, la Virtus Entella. Ritiene sia irraggiungibile o c'è ancora qualche spiraglio?

“La Virtus Entella sta facendo molto bene. Ha avuto un inizio di stagione un po' turbolento con le vicende estive, poi ha affrontato tante partite una dopo l'altra ottenendo risultati importanti. E' una squadra molto preparata per questo campionato, dal mio punto di vista può vincerlo”.

Lei, nel 2010-11, ha guidato gli allievi proprio dei chiavaresi. Ci sono sviluppi nella sua carriera d'allenatore? 

“Ho un'impresa edile, però quello che mi piace è il calcio. Sto collaborando con l'Udinese, quest'anno ho creato una scuola calcio a Chiavari facendo la fusione con la Lavagnese. Non sto allenando, però sono sempre nell'ambito calcistico”.

Una volta disse che chi indossa la maglia del Siena deve tirare fuori cuore, grinta e attributi.

“Sono un po' anche le mie caratteristiche di quando giocavo. Siena è una città che ti porta a questo, c'è gente abituata a lottare e che di conseguenza vuole questo tipo di caratteristiche”.

Tornando a quell'annata in Serie B. Contro la Sampdoria vincete sia all'andata che al ritorno, da ex Genoa sarà stata una doppia soddisfazione…

“Vincere è molto bello, soprattutto contro la Sampdoria per me che ho indossato la maglia del Genoa da quando avevo 8 anni. La definirei come una quadrupla soddisfazione”.

Nella partita di andata, 1-0 in casa con rete di Tiribocchi, il Siena chiuse in nove uomini: furono espulsi lei e Pinga.

“Non è stata sicuramente la prima espulsione che ho avuto, diciamo che fa parte del mio modo di giocare. A volte troppo irruento a volte, non solo per colpa mia ma anche degli altri, succedeva che fossi ammonito”.

Qual è stata a suo avviso l'arma in più di quella squadra che vinse la Serie B?

“Sicuramente il gruppo che avevamo, l'entusiasmo e la stessa umiltà con cui affrontavamo ogni allenamento e partita. Un gruppo unito in ogni componente quali società, tifosi e allenatori, c'era anche tanta qualità. Le altre non si aspettavo questo tipo di squadra che potesse dire la sua in un campionato così difficile”.

C'è qualche possibilità di vederla allo stadio in questo rush finale di partite?

“Penso di no, ma non si sa mai. Quando capito per la zona vengo sempre volentieri a Siena, però in questo periodo non so se riuscirò a venire. Mi farebbe molto piacere tornare allo stadio”. (Giacomo Principato)

Fonte: FOL