Esclusiva Fol – Beretta: “Corsi Aiac e Coverciano, in futuro sono aperto a tutto. Siena? Se mi invitate torno a piedi”

Mario Beretta, come passi le giornate al tempo del Coronavirus?

Guardo vecchie partite, leggo libri, faccio attività fisica, ho la fortuna di poterla fare in casa. Arrivo a sera e non me ne accorgo neanche! E poi c’è la famiglia, che credo inizi ad essere stufa di avermi tra i piedi (ride, ndr), e gli incontri dell’Aiac.

Già, perché in questi giorni sei relatore di alcuni webinar messi a disposizione dall’Aiac ai suoi associati tramite la piattaforma My Aiac.

Sì, sono incontri molto seguiti e apprezzati. Mi alterno con altri del direttivo come Camolese e Ulivieri. Li facciamo su Zoom, che può registrare fino a 100 ingressi. Ma tutti possono poi rivederli in differita.

Il calcio è fermo, le società arrancano, le istituzioni studiano misure per risollevare il settore come la cassa integrazione e il Fondo Salva Calcio. Da consigliere Figc, cosa ne pensi di tutto ciò?

Premesso che il calcio adesso non è la priorità, bisognerà quantificare i danni sotto ogni aspetto. Tutti siamo aperti a qualunque soluzione ragionevole, il problema è capire come fare. Non c’è solo la Serie A, ma, pensando per esempio al Siena, anche i giocatori e gli allenatori di Serie C che non prendono certo gli stessi stipendi. E questi discorsi si possono fare a bocce ferme, quando si è tutti più tranquilli.

Il presidente della Lega Pro Ghirelli, al Fedelissimo Online, ha detto però che degli accordi vanno presi adesso, perché più avanti ogni situazione si esaspererà.

Siamo fermi dai primi di marzo, consideriamo quindi un mese di stop. Staremo fermi anche tutto aprile e sono due mesi. Se si ricomincia a fine giugno sono in tutto quattro. Bisogna capire dove si andrà a parare.

Si parla tanto dell’Assocalciatori, ma com’è la situazione in quota Aiac?

Da parte degli allenatori c’è grande disponibilità a dare una mano.

Gli scenari per la ripresa del campionato?

Sinceramente non me la sento di parlare di ripresa adesso. Chiaro che riprendere sarebbe l’ideale, il calcio che riparte è un segnale di speranza. Ma si potrà fare solo quando ci sarà la garanzia di massima sicurezza.

Il Siena, avrai saputo, non ha pagato gli stipendi e riceverà due punti di penalizzazione. Non succedeva dalla stagione 2013-14.

A me però non sono arrivati un paio, ma di più (ride, ndr). Sono situazioni che si spera non succedano mai, mi auguro che la Robur possa ritornare alla normalità.

La tua Robur, in quella stagione, chiuse il campionato con un -8 in classifica. Senza la penalizzazione avrebbe potuto giocarsela per la promozione diretta?

Mi ricordo che giocammo con l’Empoli in casa e pareggiammo 1-1. In caso di vittoria saremmo andati vicini a loro, che erano secondi, di uno o due punti. Di certo, avendo mancato l’accesso ai playoff per un punto, senza penalizzazione ci saremmo assicurati una posizione di privilegio. E poi gli otto punti erano solo la punta dell’iceberg. Le tensioni, le apprensioni, la precarietà. E le cessioni di Paolucci e Giannetti.

Tuo vice, allora, era Max Canzi, adesso promosso a vice di Zenga a Cagliari.

Ci sentiamo costantemente. Da una parte è dispiaciuto perché ha lasciato la Primavera in un momento bello, avevamo iniziato un buon lavoro col settore giovanile. Dall’altra ha accettato con molto entusiasmo. È tornato a fare quello che ha fatto prima, è stato il mio secondo per dieci anni.

C’è rammarico per come è andata l’esperienza al Milan?

Sì. Ero partito con grande entusiasmo e abbiamo portato tre squadre nei quarti di finale e una in finale nazionale. Dal punto di vista dei risultati e della crescita di ragazzi è stato fatto un ottimo lavoro. Però un solo anno è troppo poco. Nel settore giovanile il primo anno è di conoscenza, ci vogliono minimo tre anni per dare un’impronta, come successo a Cagliari. Ero stato scelto da Mirabelli e Fassone, poi sono subentrate altre questioni tecniche e il contratto è stato rescisso. Acqua passata, come si dice, non macina più.

Il futuro di Mario Beretta?

Per quest’anno mi sto dedicando ai corsi di aggiornamento Aiac e a collaborare col settore tecnico di Coverciano. Tutto è in divenire, se arriva qualcosa di interessante lo prendo in considerazione. Ho anche il patentino da ds.

Non escludi un ritorno in campo?

Mai dire mai, non sai mai quello che la vita ti può riservare.

Magari ci sarà modo di rivederti a Siena per qualche iniziativa, come quella relativa al rapporto tra Cagliari e San Miniato.

Lì mi ha fatto piacere, quando si è stretta la collaborazione ho detto: è terreno mio, a Siena devo andare io. So che han fatto bene, e lo stesso posso dire del Siena di Argilli e Radice. Stanno lavorando bene in condizioni non facili, tra Empoli e Fiorentina c’è grande concorrenza.

Quando questa emergenza sarà finita potremmo rivederti a Siena per i festeggiamenti dei Fedelissimi, che compiono mezzo secolo di vita.

Se mi invitate, vengo anche a piedi. Per venire disdico pure gli impegni, se non sono gravosi. L’ultima volta che sono tornato è stato per i 115 anni. A Siena ho un sacco di amici. L’altro giorno ho visto per la prima volta il video del corteo salvezza 2007-08 sul vostro sito. Me lo sono scaricato per conservarmelo, sono ricordi che fanno sempre molto piacere.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol