Esclusiva FO – Mezzaroma: il mio progetto per la Robur

La serie A è ritornata nelle mani della Robur, è un punto di arrivo, intermedio o di partenza?

“Il Siena la serie A l’ha conquistata nel 2003, l’abbiamo solo lasciata per un anno e ora siamo ritornati dove abbiamo dimostrato di poter stare. E’ molto importante ritornare a quello spirito che c’era allora, per una società come la nostra è di vitale importanza. Tutti si devono sentire coinvolti e partecipare a questa grande festa. Il prossimo campionato non sarà facile, ma noi siamo preparati ad affrontarlo nella giusta maniera. Tutti dobbiamo crederci, tutti, nei rispettivi ruoli, dobbiamo dare il massimo, questa è la formula vincente.”

Esiste un progetto Siena?

“Esiste e ci credo tantissimo. L’obiettivo è quello di trasformare il Siena in una società che si possa auto finanziare per buona parte della gestione. Il primo step sarà quello di riportare il monte ingaggi all’interno di quelle che sono le reali possibilità della società. Certi ingaggi non possono essere più sostenibili per il Siena Abbiamo uno dei maggiori sponsor della serie A, altri sponsor che ci sostengono, ci saranno i diritti televisivi di cui ad oggi ancora non conosciamo l’entità, le entrate per la pubblicità e gli incassi dei biglietti e degli abbonamenti e su questi dobbiamo agire per portare in equilibrio il bilancio. E’ ovvio che se alla fine si rendesse necessario un mio intervento non mi tirerei indietro, ma questo non deve essere considerata una voce fissa in entrata, bensì un eccezione, più o meno frequente, ma un’eccezione. Attualmente il nostro monte ingaggi è di circa 30 mln di euro, dobbiamo riuscire in tre anni a portarlo a 20 mln, allineandoci così a realtà a noi paragonabili e posizionandoci a metà della ideale classifica degli ingaggi corrisposti dalle società della massima serie. Il delicato momento che tutto il mondo sta attraversando ci impone questa linea e anche i calciatori devono capire che tutti siamo chiamati al sacrificio. Non è concepibile che il Siena abbia tra i suoi tesserati ragazzi del Settore Giovanile con ingaggi di 120.000 euro e anche maggiori. Questo è uno spreco che voglio assolutamente eliminare .

Riducendo ogni anno del 10% gli stipendi corrisposti dovremmo riuscire a raggiungere l’obiettivo ed è in questa ottica che ho diviso idealmente la rosa in tre fasce:

          una prima fascia in cui saranno compresi 5-6 giocatori con un ingaggio massimo di 500.000 euro

          una seconda in cui saranno inseriti 8-9 elementi con tetto massimo di 350.000 euro

          l’ultima fascia che comprenderà 11-12 giocatori che guadagneranno al massimo 200.000 euro.

Con questa logica abbiamo iniziato i contatti per allungare il rapporto con quei giocatori che ci interessa mantenere a Siena. Leggo delle cifre non esatte, la verità è che agli interessati abbiamo chiesto un sacrificio pari al 10% degli emolumenti fin qui pattuiti, un decimo in meno, non la metà.

Sono convinto che con questa politica riusciremo a creare una rosa importante che saprà lottare con buone possibilità per mantenere il risultato sportivo, che è la cosa più importante.

Il secondo step sarà quello di potenziare sempre di più il Settore Giovanile, ora come mai, ancora di salvezza per una società dalle nostre caratteristiche. Credo che si possa compiere un buon lavoro e ho molta fiducia negli uomini che si interessano di questo importante settore.

Terzo ed ultimo punto la patrimonializzazione della società. Dotare l’AC Siena di strutture di proprietà sarà molto importante e su questo abbiamo cominciato a lavorare.”

A proposito di strutture, Taverne d’Arbia a che punto è?

“Direi a buon punto, entro il mese di ottobre p.v. sarà operativa e spero, a breve, di poter lavorare anche sul campo sintetico di San Miniato, stiamo aspettando i necessari permessi., ma credo che i lavori inizieranno presto.” (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online