Esclusiva Fedelissimo-Federico Trani “Il passaggio potrebbe essere ufficializzato prima dell’8 maggio”

“Sa vita, morte e miracoli della serie D” disse Morgia di lui in un’intervista di due mesi fa, proprio su queste pagine. Classe ’96, Federico Trani è diventato il più giovane direttore generale della quarta serie, e adesso che sua madre è prossima all’acquisizione delle quote di maggioranza della Robur, potrebbe battere lo stesso record in Lega Pro.

Federico ci puoi presentare la tua famiglia?
Mia madre ha iniziato a lavorare nell’ambito della navigazione ed è lì che ha conosciuto mio padre. Insieme hanno aperto nel 1995 una ditta di riparazioni e forniture navali. È una cosa di cui vado fiero, perché sono partiti da un garage e sono arrivati, dopo 21 anni, a una grande impresa. Il centro operativo è a Civitavecchia. Piano piano sto cominciando a entrare anch’io.

Anche tuo padre è appassionato di calcio?
È interessato, ma non così appassionato. Ha 78 anni, il suo mondo è il mare. Tiene molto al nostro impegno, ma non parteciperà direttamente. Altrimenti all’impresa chi ci pensa?

Raccontaci dell’esperienza a Barletta.
Siamo entrati nel Bogliasco insieme a Perpignano. Dopo aver vinto il campionato di Eccellenza, lui ha deciso di prendere il Barletta e ci ha chiesto di seguirlo. Io non sono andato direttamente, ma ho iniziato a seguirlo. Diciamo che il Barletta ha fatto la fine che ha fatto perché non c’eravamo noi. Siamo totalmente estranei alla faccenda. Siamo tutt’ora molto legati all’ambiente. Col Rapallo abbiamo raggiunto una salvezza incredibile lo scorso anno e adesso siamo in piena corsa playoff e abbiamo vinto con gli Juniores.

A proposito di playoff, che succede se il Rapallo ha la possibilità di essere ripescato?
I playoff vogliamo centrarli perché sarebbe una bella soddisfazione dopo i sacrifici fatti. Non presenteremo però domanda di ripescaggio perché non potremmo mantenerlo a livello gestionale. Vogliamo fare del Rapallo un satellite per far crescere i giovani in serie D.

Ponte parlò di progetto triennale, voi vi siete fissati dei limiti?
Non c’è niente di definito, è inutile promettere qualcosa senza averne la certezza. Vogliamo fare le cose per bene, partire dal basso per costruire piano piano. È chiaro che lo sport è aggregazione, ma anche competizione. Senza ambizione di vincere non si va da nessuna parte.

L’8 maggio termina il campionato. Sarà quello il momento in cui verrà ufficializzato il passaggio?
Vediamo, potrebbe essere anche prima. È una questione puramente burocratica, ci sono dei tempi da rispettare, comunque diciamo che intorno a quel periodo succederà qualcosa.

Parlerete coi soci di minoranza?
Con loro non c’è nessun tipo di problema. Abbiamo tentato di parlarci un paio di volte ma qualche voce fuori dal coro ci ha fatto saltare l’incontro. Non abbiamo intenzione di escluderli, chiunque voglia aiutare il Siena è ben accetto. Li incontreremo volentieri.

A livello di settore giovanile lo staff tecnico aspetta ancora delle indicazioni.
Ci stiamo muovendo, abbiamo già parlato con chi di dovere. È uno dei primi punti della lista, però è un momento di stallo. Arriverà comunque il momento di parlare coi diretti interessati.

Avete intenzione di sviluppare sinergia con altre realtà sportive del territorio?
I campi di allenamento sono la base per la programmazione. Appena possibile mostreremo tutto. La fidelizzazione delle società del territorio è importante – siamo il Siena, mica il Rapallo – ma è ancora presto.

Della rosa attuale ci sono elementi da confermare?
Ci sono pochi giocatori di proprietà, ma abbiamo una linea precisa e vedremo che contratti hanno. Ci sono dei ragazzi interessanti, come Montipò, ma anche Yamga, Beye, Cedric, con cui è possibile lavorare in futuro.

Dopo le recenti esternazioni, sembra che l’avventura di Carboni a Siena sia giunta al termine.
Ci ho parlato due-tre volte, è una brava persona. Valuteremo la sua posizione, penso – come hai detto tu – che sembra arrivato al culmine, ma va valutata ogni cosa.

Coppola è pronto per allenare in bianconero?
Michele è un bravissimo allenatore e una bravissima persona, però è al primo anno. Per iniziare un percorso ci vogliono i piedi ben saldi per terra.

In un momento così delicato, che messaggio vuoi mandare ai tifosi?
Il calcio è anche andare allo stadio, tifare, divertirsi. Dico ai tifosi di star tranquilli e di ripartire da zero con noi l’anno prossimo, per costruire assieme qualcosa di bello per la Robur.

Fonte: Il Fedelissimo