Ernesto Salvini: no alla teoria, si alla pratica

In questo nuovo corso del Siena appena iniziato, c’è una figura che emerge senza mai apparire: Ernesto Salvini, braccio destro del presidente Montanari, a cui è stata affidata la parte agonistica e tutto ciò ad essa legato. L’eredità ricevuta dal dirigente non era certo un punto da cui ripartire, poche certezze e tante situazioni critiche che necessitavano di un intervento deciso e radicale. Un lavoro fin qui svolto con grande competenza e, soprattutto, senza mai lamentarsi. Praticità, competenza e pragmatismo, sono le armi introdotte da Salvini che, dopo aver individuato i problemi strutturali della società di sua competenza, non si è soffermato sulla teoria, ma è ricorso alla praticità per cercare e trovare soluzioni di effettiva esecuzione. Un’impostazione mentale importante, una dimostrazione tangibile di grande capacità. Lo stesso principio lo ha applicato alla costruzione della squadra, dalla scelta di Guido Pagliuca alla composizione della rosa. Nessun nome da vetrina, ma tanti buoni giocatori di serie C e qualche giovane di prospettiva – molti per non dire tutti di proprietà – andando a formare una squadra credibile e soprattutto con la mentalità giusta, quella della terza serie nazionale, la nostra attuale dimensione. E’ vero, ancora una volta sarà il campo a decretare la bontà di certe scelte, ma è innegabile che Salvini si è calato completamente nella realtà bianconera e con le idee molto chiare. Il presidente Montanari è partito con il piede giusto, con il piglio di colui che ragiona come si dovrebbe fare tutti in ogni occasione…”se voglio fare una cosa, la voglio fare bene…tanto la fatica è la stessa” e la Scelta di Ernesto Salvini, al momento, si è rivelata una delle mosse più azzeccate. Non era facile e nemmeno scontato. (NN)

Fonte: FOL