Emeghara come Balotelli, meglio di Bolt. L’attaccante del Siena ha segnato 4 gol in 280 minuti

Il primo gol è un prodigio per tempismo e coordinazione. Cross dalla sinistra e strappo di testa sul primo palo, in anticipo sul difensore avversario. Niente da fare per Marchetti. Il secondo gol è un'istantanea, un guizzo fulminante che scatena le fantasie dei tifosi senesi e mette il turbo a tutto l'ambiente. Biava polverizzato dallo scatto e Marchetti beffato in uscita. Petkovic triste come non mai e Iachini vicino al Nirvana.

In mezzo, la rete del 2-0 firmata da Rosina per gentile concessione di un colpo di tacco della nuova big thing della Robur che libera al cross Rubin. Il tecnico del Siena quasi non crede a quello che vede. «Ma quanto segna questo?», pare abbia detto ieri sera rivolgendosi alla sua panchina mentre l'altoparlante della Montepaschi Arena annunciava il protagonista assoluto della partita che mette le ali alla squadra toscana e brucia le ambizioni di quella laziale. Trattasi di Innocent Emeghara, calciatore nigeriano con passaporto svizzero classe '89, la nuova "mosca atomica" (così è già stato soprannominato dai tifosi dei bianconeri) del calcio italiano. Per lui, 4 gol in 280 minuti con la maglia del Siena. Più o meno come Mario Balotelli, che per segnare lo stesso numero di reti nel Milan di minuti ne ha impiegati 270.

   

"Eme" come "Balo", ma con un carico di differenze grande così. A cominciare dai modi e dai tempi dell'arrivo in Italia. Supermario faceva gli occhi dolci al Milan da anni, prima ancora che l'Inter decidesse di spedirlo in esilio a Manchester. Per lui, tifoso rossonero da sempre, vestire la casacca del Diavolo era il sogno che presto o tardi si sarebbe dovuto concretizzare. Galliani sapeva e ha preso al volo l'incredibile saldo che hanno organizzato in casa City nell'ultima finestra di mercato. Venti milioni più 3 di bonus legati ai risultati, affare fatto. Balotelli incasserà 4 milioni di euro all'anno. È un fenomeno fuori e dentro il campo, lo dice la stampa, lo confermano i suoi tifosi, che stravedono per lui.

Emeghara invece è, meglio, era un perfetto sconosciuto. Emigrato in Svizzera a 12 anni per seguire la madre, Innocent tira i primi calci al pallone nelle giovanili del Zurigo. L'esordio in prima squadra arriva però nel Winterthur, club che milita nella seconda divisione elvetica. A vent'anni "Eme" segna 17 gol in 28 gare. Come inizio, non c'è male. Tanto che il Grasshoppers decide di farlo esordire nel massimo campionato svizzero nella stagione successiva. In due anni, il nuovo centravanti del Siena segna in campionato 14 reti in 40 partite. Soprende un po' tutti, Emeghara. Gioca come prima punta ed è alto appena 1 metro e 70 centimetri. Di testa non la prende mai (per informazioni rivolgersi a Petkovic), ma quando scatta in velocità con il pallone tra i piedi è quasi imprendibile.

Se ne accorgono anche in Francia. Nell'estate del 2011 Emeghara passa al Lorient per 2,5 milioni di euro. Potrebbe essere l'inizio di un idillio e invece è un mezzo disastro. In Ligue 1, il giocatore fa tanta panca e segna con il contagocce. Qualcosa non torna. Il Lorient pensa a come rimediare a quello che pare a tutti gli effetti un errore di mercato e nel frattempo, storia della stagione in corso, decide di girare "Eme" al Lorient II, che milita nella quarta divisione francese. Una bocciatura senza se e senza ma. Da settembre a gennaio, Innocent sale e scende di categoria come se fosse su un ascensore impazzito. L'ultima sua apparizione in Ligue 1 è dello scorso 19 gennaio. Il Lorient vince 3 a 2 contro il Troyes, ma Emeghara non si muove dalla panchina. Poi, arriva la chiamata del Siena.

Prestito gratuito con diritto di riscatto a fine stagione fissato a circa 3 milioni. Il presidente Mezzaroma lascia partire Calaiò alla volta di Napoli e confeziona l'operazione che sbanca il tavolo. Considerati i numeri di Emeghara, più che una scommessa, è un azzardo. Che il tecnico Iachini condivide e sottoscrive. «Ne abbiamo visti tanti – ha raccontato ieri l'allenatore del Siena dopo aver messo al tappeto la quotatissima Lazio – ma Emeghara ci ha colpito subito. In fondo, avevamo la necessità di cambiare perché diversi giocatori avevano chiesto la cessione». Pronti e via e comincia lo spettacolo. Iachini gli condede uno spezzone di partita nella sfortunata trasferta di Udine. E lo schiera dal primo minuto nella gara interna contro l'Inter. Primo gol. Tempo sette giorni e arriva il secondo, questa volta contro il Bologna. Ieri, la bellissisma doppietta. E sono quattro in tre partite da titolare. Ottmar Hitzfeld, ct della Nazionale svizzera, ci aveva visto giusto. «La velocità di Inno è un'arma enorme», aveva detto il tecnico tedesco dopo il suo debutto con i colori dello scudo crociato (4 giugno 2011, nella tana dell'Inghilterra).

I numeri lo confermano. Secondo un report elvetico, Emeghara coprirebbe i primi 10 metri di sprint in 1,68 secondi. Come Bolt, meglio di Bolt nella gara che ha regalato al missile giamaicano il trionfo del record mondiale nei 100 metri piani. Una scheggia applicata al calcio, altro che storie. Che il Lorient del tecnico Gourcuff, il papà di Yoann, ex rossonero ora al Lione, non sapeva come togliersi di torno e che fra qualche mese potrebbe valere almeno tre volte la cifra del riscatto pattuito con il Siena. Miracoli del pallone.

Fonte: www.ilsole24ore.com