Emeghara: “Appena arrivato ho capito subito che questa squadra poteva farcela”

Quanto credi nella salvezza?
“Appena arrivato ho capito subito che questa squadra poteva farcela. La strada è in salita, ma l'impresa è possibile. Dobbiamo provarci, fino alla fine, tenere duro”.

Dopo il pareggio di Genova, oggi dovrete affrontare un'altra finale…
“Il 2-2 di Marassi è un risultato positivo, anche se rimane un po' l'amaro in bocca per il successo sfiorato. Ma non possiamo vincere sempre e alla fine anche i pareggi sono utili. Oggi con il Parma non sarà una sfida facile, loro hanno una buona difesa e giocatori di qualità. Anche le gare sulla carta più abbordabili nascondono le loro difficoltà”.

Sei gol per la salvezza e tutti parlano di te…
“Sono felice, è normale, anche se non deltutto, perché al primo posto viene il bene delSiena. Fa piacere che la gente mi riconosca,mi chieda un autografo o voglia fare unafoto. Come apprezzo tantissimo l'affetto deitifosi. Ma non mi accontento: posso e vogliofare di più, per me e per la squadra”.

Nella botte piccola, si dice da queste parti, c'è il vino buono…
“Non sono alto, ma conosco il tempo dello stacco… In Italia le difese sono molto fisiche: la velocità è un gran vantaggio”.

Un'immagine della tua infanzia?
“A scuola, a Obibi: fui premiato come miglior giocatore di un torneo disputato con la classe”.

Un'immagine della tua adolescenza?
“Lo stadio di Helsinki, la Nike Cup”.

Un'immagine del tuo presente?
“Il 23 gennaio scorso: il primo allenamento a Colle. Faceva un freddo terribile. Mi sono chiesto: 'Ma in Italia c'è questo clima? Dove sono capitato?”.

Un'immagine del tuo futuro che vorresti immortalare?
“La vittoria che darà la salvezza al Siena”.

C'è qualcosa nella tua vita oltre il pallone?
“Fin da piccolo sapevo che il calcio era il mio destino. Fa parte di me. Se accendo la tv è per guardare una partita, se gioco alla Play Station è su un campo virtuale. E poi la famiglia: vivo da solo qua, appena posso li contatto. Tra i compagni, con cui mi trovo benissimo, ho stretto con Uvini. Parla molto bene l'italiano e l'inglese, mi sta aiutando con la lingua”.

Diplomato?
“Sì, in ragioneria”.

Il tuo nome, Innocent, ha un significato particolare?
“Lo ha scelto mia madre perché papà è morto quando lei mi portava in grembo”.

Da bambino mangiavi una volta al giorno. Adesso sei la rivelazione della serie A…
“Ora mangio di più, perché, allenandomi tanto, il mio fisico lo richiede. Quando cresci in certe realtà e non ne conosci di diverse, quelli che per altri sono problemi per te sono cose normali. Il calcio non mi ha cambiato, non lo farà”.

Dolce o salato?
“Entrambi”.

Giorno o notte?
“Di notte sogno, di giorno uguale”.

Bianco o nero?
“Bianconero”.

Qualcosa che vuoi dire ai tifosi?
“Stateci vicino, fino alla fine. È dura, ma niente è impossibile: ciò che conta è la forza di volontà”.

Fonte: Il Fedelissimo