Ed ora giochiamocela

Dopo aver raccolto le dichiarazioni di Mezzaroma e Perinetti, proviamo noi a dare un giudizio sulla squadra che è venuta fuori dal calcio mercato.

La prima impressione è che il Siena abbia messo su un organico che sicuramente potrà dire la sua, e con buone possibilità, nella difficile lotta per la salvezza, ma che la pagnotta dovrà sudarsela . E questo rientra nella logica della nostra realtà.

I fiori all’occhiello della campagna acquisti sono sicuramente l’ingaggio di D’Agostino, Mannini, Contini, Gazzi e Belmonte, giocatori che portano in dote esperienza e qualità, valori importanti nella massima serie.

A questi si sono aggiunte le cosiddette scommesse, ovvero calciatori che hanno mostrato grosse qualità, ma che non hanno maturato esperienza in serie A, se non in qualche caso, solo sporadiche apparizioni.

Una società come il Siena è quasi costretta a seguire questa linea, l’importante sarà che alla fine le scommesse siano vinte, altrimenti saranno guai.

Diciamo questo senza alcun riferimento specifico, ma solo come generale valutazione, applicabile, fatte le debite proporzioni,  a qualsiasi realtà calcistica, sia essa la Robur, che la Juventus.

Sappiamo tutti che le scommesse hanno un grado di difficoltà. Ci sono quelle perse in partenza e quelle con buone probabilità di riuscita.

Tornando al Siena riteniamo che i vari Brkic, Pesoli, Milanovic, Angella, Grossi, Destro e Gonzales, rientrino nella seconda categoria, quanto meno per quanto di buono fatto vedere nelle ultime stagioni e spetterà all’allenatore, ma anche ai tifosi, sostenerli fin dall’inizio, unica infallibile medicina per raggiungere la giusta maturazione.

I nuovi arrivati hanno trovato un gruppo collaudato e compatto, vecchi volponi dei campi di calcio e giovani speranze che aspettano solo di spiccare il volo e il risultato finale è quello di una squadra all’altezza del compito a cui sarà chiamata.

Analizzando reparto per reparto è il centrocampo quello che appare il più attrezzato, un mixer di classe, esperienza e forza fisica che emerge nettamente dalla media delle altre squadre con il nostro stesso obiettivo finale.

Da valutare sul campo è invece la difesa che, in questi quasi due mesi di preparazione, non ha mai potuto contare, causa infortuni, su tutti gli effettivi. La fase difensiva è uno degli aspetti che Sannino cura di più, lo hanno dimostrato negli anni i risultati ottenuti e questo dovrebbe essere il vero valore aggiunto per una squadra come la Robur.

Ed infine l’attacco, il reparto che lascia aperta la porta a più valutazioni. Manca, almeno sulla carta e curriculum alla mano, il giocatore da doppia cifra certa, quello che molti tifosi avrebbero voluto, ma la scelta è stata indirizzata fin dall’inizio verso un attaccante rapido, un corista più che un solista. Alla base di questa scelta c’è, ancora una volta, la disposizione tattica: squadra abbottonata, centrocampo solido e pronto a dettare le ripartente, attacco votato al contropiede.

Sarà questa la formula vincente? Difficile rispondere ora, di sicuro c’è che questa è la formula scelta, poi saranno i risultati a decretare o meno la bontà di questi indirizzi.

A questo punto le chiacchere lasciano il campo al calcio giocato, ma soprattutto alla convinzione che è arrivato il momento che ognuno reciti la sua parte, sia sul campo che sulle tribune. Il calcio è fatto di molti momenti che spaziano dai sogni alle speranze, dalle attese alle poche o tante certezze, ma alla fine ti chiama al confronto e in quei momenti si deve fare blocco, lasciare andare senza applicare tanti filtri la nostra passione. Questo è il richiamo della maglia, questo il bello di essere tifosi. Ed ora, giochiamocela.(nn)

Fonte: Fedelissimo Online