E’ un Gonzalez al bacio. Il Siena supera il Cesena

Il Siena passeggia sui resti di un Cesena parso davvero poca cosa al cospetto dei ragazzi di Sannino: toscani tosti, compatti, ordinati e cinici, che approfittano del primo errore difensivo per portarsi in vantaggio e del secondo per chiudere definitivamente la partita. Nel mezzo, comunque, pieno controllo della partita tanto che, tranne un palo di Candreva su conclusione dalla distanza, non si ricordano occasioni da gol per i romagnoli. E l'assenza di Mutu può essere un valido alibi, ma non l'unica spiegazione.

martello sannino— Il tecnico del Siena preferisce Gonzalez a Destro. Il motivo è chiaro, cercare la profondità e gli inserimenti da dietro sui tentativi di fuorigioco del Cesena. E per chi non l'avesse ancora compreso, ci pensa lo stesso Sannino a spiegarlo: le sue urle "dammi la profondità" all'indirizzo dell'attaccante argentino scuotono il Franchi. E la tattica porta immediatamente i suoi frutti al 9', quando proprio Pablo Gonzalez affonda nella burrosa difesa ospite e batte con freddezza Antonioli.

giampaolo deluso— Il Cesena fatica a riorganizzarsi e, forse, non ci riesce mai, ma se non altro reagisce con la forza dei nervi e con le giocate dei suoi uomini più talentuosi: in particolare Parolo e Candreva – mentre Guana fa gli straordinari nello sradicare i palloni dai piedi di tutti gli avversari – si dilettano in conclusioni dal limite. Su una di queste, proprio Candreva incoccia il palo. Di Bogdani ed Eder, in tutti i primi 45', nessuna traccia. A farne le spese, però, è Ghezzal, che resta negli spogliatoi: al suo posto entra Malonga.

pasticcio candreva— Tutte le tattiche, però, vanno a farsi benedire dopo soli 8' del secondo tempo, quando Candreva, uno dei migliori in campo tra gli ospiti, si candida per il premio harakiri della settimana: retropassaggio di testa verso Antonioli, Gonzalez anticipa l'uscita dell'incolpevole portiere e serve Calaiò per il raddoppio. Ancora qualche minuto e Sannino richiama Gonzalez per la meritata passerella: gli subentra Angelo. Poco dopo, dentro anche capitan Vergassola per D'Agostino, col chiaro intento di blindare il risultato. In realtà, probabilmente, non servirebbe neanche, perché il Cesena dà proprio la sensazione di essere fin troppo mansueto e di non crederci più.

Fonte: Gazzetta.it