È uno schema rigido, comune a tutte le realtà e che si presenta puntualmente all’inizio di ogni stagione. Quasi un rito. È il segnale che il calcio sta tornando. Si parte con il raduno, poi il ritiro e la preparazione, il lavoro e il sudore fino alle prime amichevoli. La prima poco più di una sgambatella, poi con squadre più o meno di pari categoria, magari inframezzate da una cosiddetta amichevole di lusso. Questo primo step è importante per l’allenatore e i calciatori. Devono conoscersi, capirsi, gettare le basi per quello che dovrà essere un gruppo coeso, iniziare un lavoro costante e impegnativo che poi sarà quello che dovrà trovare risposte sul campo. Il tifoso nel frattempo che fa? Inizialmente scruta, osserva, cerca di capire le caratteristiche di gioco dell’allenatore e di coloro che dovranno interpretarlo, poi arrivano le prime amichevoli e subito nascono speranze o preoccupazioni, lunghe dissertazioni sulla composizione della rosa ed essendo in pieno mercato aperto ognuno la vede a modo suo……secondo me manca un attaccante… oppure un portiere …e perché no un bel difensore cattivo e grosso? Si dice che i risultati del calcio estivo contano poco o niente, vero fino ad un certo punto, sono opinabili, questo si, ma hanno una grande valenza, soprattutto per coloro che grazie ad un lavoro attento, impegnativo e professionale, dovranno dimostrare, quando i tre punti conteranno, di essere all’altezza delle speranze dei tifosi. E questo momento sta arrivando. Domenica si inizia con la Coppa Italia e dopo una settimana con il campionato. Le chiacchiere e tutte le ipotesi si scioglieranno come neve al sole, comincia l’avventura, un lungo cammino che dovrà sempre vedere scendere in campo uniti e compatti chi rappresenterà la nostra maglia e chi la sostiene con amore e passione. (Nicnat)
Fonte: FOL
