E alla fine, inevitabilmente, scoppia la contestazione

Perché dopo un anno di umiliazioni, di figuracce, di errori, di sconfitte vergognose, di prese in giro è giusto cosi! Ed è giusto che accada allo stadio, unico luogo deputato e riconosciuto ai tifosi per urlare il proprio dissenso o la propria gioia. Chi si meraviglia non ha ancora capito niente o forse l’ha capito ma fa finta di no. Tutti pensiamo al domani, a quello che potrà essere, ma c’è ancora un oggi che grida vendetta ed è giusto che venga mostrato il proprio disappunto, la rabbia derivante da un campionato senza capo né coda, da una società che non ne ha azzeccata una, da un allenatore che ha tanti meriti, ma che non è stato del tutto convincente, da una squadra di buona volontà e poco più, basta così o vogliamo aggiungere altro? Si, forse i 18 punti di distacco dalla vetta, le tante umiliazioni subite da avversari che, al contrario di noi, hanno capito cosa è la serie D e ce l’hanno dimostrato sul campo, senza proclami e prosopopea, ma con molta umiltà. Fortunatamente il campionato è giunto alla fine e ieri è arrivata l’ultima sconfitta subita in modo identico a tante altre. Il ritorno di Perinetti sembra essere vicino, speriamo che porti con se tante ramazze, senza guardare in faccia nessuno perché tutti hanno avuto, seppur con tutte le attenuanti, un anno a disposizione per dimostrare di essere degni della Robur, ma pochissimi ci sono riusciti. C’è bisogno di aria nuova.

Fonte: FOL