Durio: “Mi godo il Palio, tre giorni di riposo e poi pronti per il nuovo campionato”

“Dal Canto? Non posso fare nomi, non dirò nulla, anche perché fino a oggi siamo sempre nel vecchio campionato”. Non si sbilancia, Anna Durio, in un momento di relax prima del via della nuova stagione sportiva. Ospite di Canale 3, sotto le Logge di Piazza Indipendenza, la presidente del Siena ha cominciato proprio dal Palio, che seguirà dal vivo, da un palco in Piazza del Campo.

Palio – “È dal 2016 che son qui, di Palii ne ho visti molti. È emozionante e lo vivo bene, non essendo diretta interessata non subisco le pressioni che possono avere i contradaioli. Ho il piacere e la fortuna di avere amici praticamente in tutte le contrade, sento le emozioni loro. Non le posso vivere perché non sono di Siena e se non ci sei nato certe emozioni non le puoi capire. Però ho vissuto la tratta, il suono delle chiarine, le emozioni e le esultanze per i cavalli”.

Progetto – “Se fossi entrata tranquillamente il primo anno si poteva gettare una base che invece ho dovuto gettato il secondo anno. Non stiamo lavorando così male, giocatori passati da noi sono in categorie superiori. Ci manca un pizzico di fortuna, l’impegno ce lo mettiamo sempre”.

Siena – “Credo di avere molti riscontri, qualcuno l’ho avuto dall’inizio e qualcuno si è accodato dopo. Credo si sia capito che sono una persona seria. I tifosi lo hanno capito e li ringrazio per questo”.

Mignani – “Purtroppo ho questo difetto, mi affeziono alle persone. Michele è un gran bravo allenatore e purtroppo il mondo del calcio è questo, difficile che un allenatore vada avanti anni e anni nella stessa squadra. È giusto che lui cresca e si evolva”.

Dolci – “Ci siamo separati sul lavoro ma nella vita siamo rimasti amici, ci sentiamo e ci sentiremo. Giovanni è tra quelli che quando sono venuta a Siena mi hanno aspettato, hanno patito con me, mentre qualcun altro ha abbandonato. Non abbiamo raggiunto l’obiettivo ma ci siamo divertiti tanto”.

Femminile – “Il Siena farà una propria squadra femminile. Mi dispiace per la Nazionale ma hanno fatto un grande percorso. Del calcio maschile ne parlano tutti come se fossero esperti ma forse è un po’ saturo, comincia a essere pesante anche perché ha preso una piega politica più che sportiva. Forse puntare sul nuovo serve a fare un cambiamento. Chiaro che se il femminile prende tanto piede rischia di andare nella direzione del calcio maschile”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL