Durio dopo lo sfogo: “Non chiedo scusa, lo rifarei”

La prima presidente donna del Siena entra in sala stampa e tutti ammutoliscono. Negli occhi l'antipasto della tempesta. E sabato sera, la Robur ha appena perso in casa contro la Cremonese, in Lega Pro. È l'ottava sconfitta tra le mura amiche e i tifosi contestano. Lei si siede, vede uno dei soci di minoranza con cui è in contrasto da tempo nelle prime file. Batte una mano sul tavolo, e urla: «Ora basta con le offese. Mi hanno sfracassato i c… Ma dove siamo? Se non c'era la Durio, il Siena e Siena piangevano».

Lo sfogo di Anna Durio, ligure, patron dei bianconeri dalla scorsa estate dura oltre tre minuti: «Io ci ho messo soldi veri, né del Monte dei Paschi ne di altri. Soldi di famiglia, soldi di sacrifici», dice. Nel mezzo del discorso volano parole forti, volgari. Il video finisce sul web e diventa virale. E la presidente, contattata da Repubblica, spiega il perché di quello sfogo: «Mi è partito l'embolo – dice – ma sono stata anche troppo brava. Sono una portuale, un'ex marittima. E li tutto sommato mi sono trattenuta. Ma non chiedo scusa, lo rifarei».

Però quelle parole forti restano. Contro chi erano?
«Sto accumulando tensione da un anno, sempre sotto pressione, mai un attimo di serenità. Sono dimagrita, non posso ammalarmi per il Siena. Ho ricevuto una citazione in giudizio e una querela ai tempi della trattativa per acquistare la Robur. L'80% delle frasi erano riferite alle questioni societarie, alla tensione che i comunicati e le uscite di un socio di minoranza provocano. Era lì nelle prime file, dopo la sconfitta l'ho visto sghignazzare. Se non ci fosse stato probabilmente non sarebbe successo nulla…».

Se l'è presa però anche con i tifosi…
«È giusto che contestino, fanno il loro lavoro. Ma non accetto gli insulti personali».

Più che con lei ce l'hanno con i suoi collaboratori, che non ritengono adeguati.
«Li difenderò tutta la vita, se ho qualche problema i panni sporchi li lavo in casa. Io difendo la squadra, dal primo all'ultimo. Se non fossi arrivata io a Siena non si sarebbe parlato di calcio. A gennaio stavano fallendo e ho messo 2 milioni di euro per salvare la società ed evitare penalizzazioni».

La città si aspettava qualcosa di più dalla classifica.
«Pensano che io sia contenta quando perdo le partite? Tutto sommato non siamo ultimi. Mancano solo tre punti alla salvezza matematica, dal prossimo anno ripartiremo da zero. In estate abbiamo avuto 4 giorni per mettere su la squadra. Una casa si fa dal pavimento e non dal tetto».

Insomma, non ha intenzione di mollare.
«No. Anzi vogliamo creare un centro sportivo e far crescere il settore giovanile». (Gerardo Adinolfi)

Fonte: La Repubblica