Due anni fa vicino alla Robur, ora protagonista di un episodio rimbalzato in tutto il mondo

L’estate del 2020 è ricordata tragicamente dai tifosi bianconeri per la mancata iscrizione al campionato di Serie C da parte della società allora guidata da Anna Durio, con la conseguenza che la Robur fu costretta a ripartire dai dilettanti per la seconda volta. Prima che si materializzasse l’addio al calcio professionistico, la società bianconera sembrava sul punto di essere ceduta ad una cordata romana, di cui l’uomo di riferimento era l’attuale dg del Catanzaro Diego Foresti, la quale avrebbe affidato a Massimo Tarantino la direzione sportiva. La trattativa naufragò a pochi giorni dal termine dell’iscrizione al campionato e Tarantino successivamente si accasò alla Spal andando a rinforzare l’area tecnica del club estense.

Il nome dell’ex calciatore tra le altre di Napoli e Bologna è rimbalzato prepotentemente nelle cronache nazionali e non solo in questi ultimi giorni, per un fatto che lo ha visto inatteso protagonista. Lo scorso 27 ottobre, infatti, un uomo ha seminato il panico in un supermercato di Assago, uccidendo una persona e ferendone altre quattro, tra le quali il calciatore del Monza Pablo Marì. A disarmare e immobilizzare l’aggressore è intervenuto proprio Tarantino, che in quel momento si trovava con la sua famiglia presso il supermercato per fare la spesa. “Non sono un eroe – ha raccontato il dirigente siciliano a La Gazzetta dello Sport – gli eroi sono altri. Io mi sono solo trovato nel posto sbagliato e al momento sbagliato. Però ho fatto la cosa giusta. Ero alla cassa in fila con mia moglie e mia figlia di 22 anni. Siamo andati a fare la spesa come accade spesso. A un certo punto ho iniziato a sentire urlare, ma urla di dolore e di spavento. Ho visto quest’uomo correre verso di noi con un coltello in mano. E come prima reazione mi sono messo a protezione della mia famiglia, ho fatto un passo indietro”.

Fonte: Fol – Foto: Corriere della Sera