Con il campionato già archiviato, tutte le attenzioni sono concentrate sul finale di questa stagione e, soprattutto, sulla costruzione della prossima. Se ritorniamo ad un anno fa, la situazione è profondamente diversa. Nell’aprile del 2023, dopo tre anni di gestioni isteriche e senza una benché minima logica, la fine del Siena era quasi all’epilogo nonostante le esternazioni tra il provocatorio e l’arroganza dell’innominabile che ci inondava di comunicati privi della benché minima credibilità. Era il suo gioco, l’arma scelta per prolungare l’agonia, per farci più male possibile e, purtroppo, ci è riuscito. Grazie all’impegno del gruppo di Simone Giacomini, la Robur è dovuta ripartire dalla quinta serie nazionale e senza poter disporre del Rastrello, rimasto ostaggio per molto tempo di una convenzione scriteriata che il FOL ha criticato fin dalla sua presentazione. Abbiamo dovuto aspettare fino a pochi giorni fa quando, di fatto, il Consiglio di Stato ha sfrattato (finalmente!) l’inquilino moroso. Mesi e mesi trascorsi in esilio, lontani dalla nostra casa storica e tra mille disagi. Meno male che Magrini e i suoi ragazzi ci hanno “distratto” a suon di vittorie e di dimostrazioni di attaccamento alla maglia. Non era scritto da nessuna parte e per questo ricopre un valore ancora maggiore. Il campionato non è ancora finito e la “Banda Magrini” non vuole fermarsi. Le attenzioni sono ancora sul camp e con la speranza di poter chiudere la stagione al Rastrello. Il comunicato di ieri del Comune ha aperto le porte a questa possibilità, ci sarà da lavorare, ma con le mani finalmente libere l’ipotesi non è così lontana. Sarebbe un regalo alla società, alla squadra e ai tifosi, ma avrebbe anche il significato che finalmente ci siamo liberati del peggior presidente della storia senza dimenticare chi l’ha preceduto e scelto. (Nicnat)
Fonte: FOL
