Dodicesima giornata il punto di Paolo Soave

Cercasi anti-Juve disperatamente. Si squaglia subito l'Inter, riemerge il Napoli del sovrumano Cavani, mentre la capolista si gode lo spettacolo. Trentaquattro reti per quattro successi interni, tre pareggi e tre vittorie in trasferta. E' in atto lo strappo in classifica: in sette sono invischiate nella lotta per la salvezza, quattro i punti che separano il Siena dal Palermo. Coraggio, ne abbiamo viste di peggio.

La Robur c'è. Si dissolvono si spera definitivamente al Tardini i fantasmi dell'Is Arenas. I nostri, nuovamente compatti, sono squadra e fanno rimbalzare a lungo il Parma d'alta quota. Certo, in un campionato in cui ogni lasciata è persa si insinua anche il rammarico per non aver provato a vincerla (si poteva, soprattutto nella ripresa), ma il limite purtroppo è noto. Serse impreca, e noi con lui, aspettando il miglior Rosina. E non solo. 

La Juve torna erculea e spavalda: ne fa dieci fra Champions e campionato, sorvolando sulla consistenza degli avversari. Il Pescara resiste sei minuti, poi sbraca assecondando la propria follia tattica e finisce giustamente asfaltata dai campioni d'Italia. Nei pochi secondi in cui la partita resta in bilico gli abruzzesi creano più di un imbarazzo alla retroguardia bianconera, segnano con Cascione e costringono a un clamoroso salvataggio Marchisio, ma ad ogni affondo bianconero giunge un goal, o quasi. Sconcertante assenza di fase difensiva in una compagine chiamata a lottare per la salvezza. All'attivo nel pallottoliere juventino figurano Vidal (quinto centro), Quagliarella (tripletta che lo porta a sei, primo fra i marcatori juventini), Giovinco (quarta rete) e Asamoah. Stroppa si fa cacciare, per ora solo dall'arbitro. Sensibilmente ritoccata la differenza reti abruzzese: adesso il Pescara vanta la peggior difesa assieme a Roma e Chievo.

Crolla a Bergamo il castello di Stramaccioni. Fra fatiche di coppa e assenze i nerazzurri nobili cedono di fronte ai nerazzurri proletari ma tostissimi di Colantuono. Aggressivi e con buone qualità tecniche gli orobici asfissiano l'Inter e ne evidenziano la fragilità del rabberciato pacchetto difensivo. Serataccia per Milito, che non la vede mai. Sblocca il solito Bonaventura e solo nella ripresa la bomba di Guarin piega le mani a Consigli. Il rigore per l'intervento di Silvestre su Moralez cambia la storia: Denis si sblocca dal dischetto e poco dopo finalizza al meglio un contropiede. Nel finale illude Palacio. Deve crescere ancora l'Inter, che si ferma a 11. Atalanta di nuovo sull'Olimpo e con merito. 

Preziosa vittoria del Napoli al Ferraris. Nel Genoa, che si riscopre pimpante, si scuote Immobile, che sigla il vantaggio (terzo centro stagionale) e subito dopo coglie una clamorosa traversa. Dopo il momentaneo pareggio di Mesto Bertolacci colpisce nuovamente per il grifone. La partita cambia nella ripresa, quando i rossoblu cominciano ad allungarsi: Cavani, dopo il mostruoso turno di coppa, si invola verso il pari (ottavo centro, aggancia El Shaarawy e Lamela in testa alla classifica dei marcatori). Con il Genoa ormai squagliato sono Hamsik e Insigne a dare i tre punti agli ospiti. Soffre sempre molto questo Napoli, ancora non strutturato per il duplice impegno, ma con qualche cristallino fuoriclasse fra tanti buoni giocatori. Quinta sconfitta consecutiva per i rossoblu, quarta dell'era Del Neri, che pure dice di vedere segni incoraggianti. Sugli umori dei tifosi non c'è da dubitare, ma Preziosi sarà d'accordo con il suo attuale tecnico? Andava meglio quando andava peggio (con De Canio).

Solito derby capitolino, disordini prepartita inclusi. Parte bene la Roma presto in vantaggio con il solito Lamela, abile di testa su corner, poi sotto il diluvio i giallorossi si squagliano lasciando campo a una Lazio più solida e concreta, col centrocampo a cinque a sostegno di una sola punta ma di nome Klose, sempre in superiorità sul reparto avversario schierato da Zeman a tre. Il solito missile di Candreva sorprende un goffo Goicoechea, improbabile sostituto di Stekelenburg. Imbeccato da Hernanes Klose si gioca la linea difensiva avversaria (settima rete), poi lo scatto di nervi di De Rossi (pugno su Mauri) è il segno del cedimento zemaniano. Ad inizio ripresa Mauri sfrutta l'assist di un altro fenomeno della retroguardia ospite, Piris, prima di farsi a sua volta espellere. Nel finale Pjanic picciona Marchetti fuori dai pali, ma è tardi. Curioso destino per l'imperturbabile boemo, cui non porta bene il derby sulla panca giallorossa. Complimenti dottor Petkovic, già nei cuori biancocelesti. Roma ormai ostaggio di Zeman: salta lui o a gennaio parte de Rossi?.

Ripiomba nella crisi più cupa il Milan, strapazzato a San Siro dall'ottima Fiorentina di Montella,  anche senza Jovetic. Aquilani, ex che non esulta, scarica nella porta di Abbiati un pallone non spazzato dall'indecente difesa rossonera. Pato spreca il possibile pareggio dal dischetto e la retroguardia di casa, imbrocchita com'è dopo la perdita di Nesta e Thiago Silva, esalta lo slalom di Borja Valero, forse il miglior acquisto viola. Illude Pazzini (quinto centro), ma El Hamdaoui chiude il conto con  gran pallonetto. I viola si impongono da signora squadra, una delle migliori espressioni calcistiche del momento. Torneranno a fischiare le orecchie di Allegri, questa volta non salvato da El Shaarawy e sempre un gradino sopra la lotta per evitare la retrocessione?

Al Bentegodi Doveri fa infuriare l'Udinese. Il Chievo passa con Andreolli, cui rimedia Angella. Ai friulani saltano i nervi soprattutto per due rigori assegnati ai veneti: il primo appare francamente incomprensibile, ma Luciano mette tutti d'accordo calciandolo sulla traversa, il secondo, viziato da un netto offside, è trasformato dal subentrato Paloschi, all'esordio stagionale dopo un grave infortunio. Con la conseguente espulsione di Danilo i giochi, all'89°, sembrano fatti, ma ancora una volta Angella trova il guizzo che rende giustizia.

Impattano Cagliari e Catania. Meglio i sardi nel primo tempo, con i guizzi di Sau che impegna severamente Andujar. Nella ripresa il palleggio gaucho degli etnei ipnotizza i più verticali rossoblu scaturendo nel fisiologico 0-0. La classifica resta di lusso per entrambe. Ennesima spacconata di Cellino che apre una tribuna dell'Is Arenas senza autorizzazione. Una bella squalifica con tanto di penalizzazione in classifica no?

Torna a vincere in casa il Toro contro il Bologna. Decide la contesa una deviazione aerea piuttosto fortuita di D'Ambrosio. Non ha di che lamentarsi Ventura, mentre non si arresta la crisi di risultati di Pioli, cui non giova la scarsa vena di Gilardino. Il solo Diamanti non può risolvere i problemi dei felsinei, né la panca del tecnico sempre più traballante. In termini assoluti è del Bologna il peggior rendimento in campionato.

Bel passo avanti del Palermo che al Barbera supera senza difficoltà di sorta la derelitta Samp. Fioccano le occasioni per i siciliani, ispirati da Brienza che deve supplire all'assenza di Miccoli. Ci vuole il giovane Dybala, unica dota lasciata da Perinetti nella sua terra, per sbloccare il risultato. Ne fa due l'argentino rimediando agli orrori di Ilicic e compagni. Francamente bolliti i blucerchiati, giunti alla settima sconfitta consecutiva. Non danno proprio l'impressione di difendere con unghie e denti il proprio allenatore. Ciroferrara appare demoralizzato e confuso, ma a gettare la spugna proprio non ci pensa.

Non male anche la tredicesima:  spiccano Juve-Lazio (anticipo di sabato alle 18,00), Napoli-Milan (sempre sabato, alle 20,45), il derby della lanterna sempre più flebile (posticipo delle 20,45 di domenica), poi   Bologna-Palermo, Catania-Chievo, Fiorentina-Atalanta, Inter-Cagliari, Udinese-Parma, Roma-Torino (lunedì) e soprattutto Siena-Pescara. Cara vecchia Robur, ci sono appuntamenti più importanti di altri, giorni speciali in cui prima di tutto bisogna metterci il cuore, e noi con te. (Paolo Soave)

Fonte: Fedelissimo online