Difesa: tanti nomi per due posti

16 gol subiti in 11 gare, uno e mezzo di media a gara. Anche a Brescia, la Robur ha subito 2 reti: è vero entrambe su palla ferma, ma l’impressione non è quella di solidità. Angelo-Dellafiore-Morero-Grillo sembra essere il quartetto titolare, quello usato da Beretta ormai da diverse gare e quello di cui, probabilmente, si fida di più e col quale lavora in maniera costante. Ma se sugli esterni il rendimento di Angelo e Grillo, ma anche di Milos quando ha giocato, è stato soddisfacente, al centro troppe sono state le sbavature.

Ma quali le alternative? Partiamo da Feddal arrivato a fine mercato, ma ancora non perfettamente adattato e integrato nei meccanismi difensivi. Si dice che prediliga la difesa a tre (buona la sua prestazione ad Empoli, quando appunto il Siena giocò a 3) e trovi ancora qualche difficoltà nella difesa a 4. È un nazionale marocchino e il Parma, titolare del cartellino, ha creduto in lui. Sebbene col Trapani (rosso e rigore) non fece benissimo, chissà che Beretta non possa riprovarlo. C’è poi Crescenzi, classe ’92 e ancora forse troppo acerbo per un campionato intero da titolare. Si vede che deve crescere e migliorare sotto tanti punti di vista e al momento, nelle gerarchie di Beretta, è sicuramente in seconda fila. Ed infine Matheu, oggetto sconosciuto ai più, visto in campo solo per pochi minuti a Novara e poi mai inserito in gruppo che dare un giudizio è al quanto difficile.

Ci sarebbe poi Giacomazzi e qui la situazione “si complica”. Beretta lo ha sempre elogiato e non fa mistero di averlo voluto personalmente. Ha giocato centrale difensivo col Trapani, per una tempo, e lo ha fatto in maniera egregia, dimostrando affidabilità e personalità. Complice però l’assenza di D’Agostino, ultimamente si è schierato da mediano basso, davanti alla difesa, dando il suo più che ottimo contributo. In molti, soprattutto adesso che è tornato D’Agostino, lo vorrebbero nel cuore della difesa, a guidare e comandare. Beretta per adesso ci ha pensato, ma niente più. Adattare un centrocampista, al ruolo di difensore centrale, soprattutto quando tutti gli altri difensori stanno bene, sarebbe un segnale importante verso gli altri, che si potrebbero sentire forse “degradati” nel vedere al loro posto un giocatore fuori ruolo. Allo stesso tempo, fino ad adesso il problema si poneva in maniera relativa, con Giacomazzi, che come detto, doveva agire da mediano basso, rendendo difficile un suo arretramento. Ma se gioca D’Agostino , il dubbio cresce: tenerlo fuori oppure riadattarlo?. A Beretta, e poi al campo, l’ardua sentenza.

Fonte: Fedelissimo Online