DI QUESTI ULTRAS POSSIAMO FARNE A MENO

Avrebbero esercitato pressioni e minacce alla società rossonera in vista della finale di Champions League Milan-Liverpool che si giocherà domani sera ad Atene. E’ una delle accuse contestate ad alcuni dei 7 ultras milanisti arrestati questa mattina nell’ambito di un’indagine avviata dalla procura di Monza.
Il provvedimento, firmato dal gip Federica Centonze, ha portato all’arresto di sette tifosi accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, tentata estorsione e resistenza aggravata. Le ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere e tre ai domiciliari, hanno colpito figure storiche del tifo rossonero come Giovanni Capelli detto il ‘Barone’ e Giancarlo Lombardi detto ‘Sandokan’.
Secondo una informativa della Polizia giudiziaria due degli arrestati, Capelli e Lombardi, appunto, si sono presentati il 10 maggio scorso ad Alfonso Cefaliello, ad della Milan Entertainment e alla responsabile della gestione settore stadio, Daniela Gozzi, per chiedere ”insistentemente un congruo numero di biglietti per la finale”. ”Al sostanziale diniego della società – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – i due manifestavano il proprio disappunto ‘lasciando trasparire che avrebbero potuto intraprendere possibili contromisure. Inoltre, la Gozzi intendeva chiaramente che Giancarlo Lombardi, nel lasciare la riunione, riferiva a Capelli: ‘D’ora in poi per il mio gruppo ci penso io‘, mentre Capelli, in più occasioni, aveva riferito di non essere più in grado di ‘tenere buoni i ragazzi della curva’.
Di fronte a questa prospettiva, prosegue la nota della Digos ”Cefaliello chiedeva 24 ore di tempo, trascorse le quali la società comunicava mantenere la propria posizione, creando pertanto malcontento nei suoi interlocutori. I leader dei gruppi organizzati, e in particolare gli indagati Capelli, Lombardi, Diana , Pozzoli e Genellina, hanno inoltre insistentemente chiesto – prosegue l’informativa riportata nell’ordinanza di custodia caiutelare – un contatto con il presidente Berlusconi, in occasione della sua presenza a Milano del 14 maggio, ottenendo la promessa per l’interessamento alla questione biglietti. Infine, in data 14 e 17 maggio, sono pervenute alla società alcune e-mail dal contenuto palesemente minatorio, ed aventi ad oggetto il medesimo argomento”.
Da parte sua l’ad del Milan, Adriano Galliani, dal pm, come parte offesa, ha dichiarato di non aver ”mai avuto alcun tipo di rapporti diretti con il tifo organizzato”. ”Sono stato informato nel mese di novembre dalla dottoressa Gozzi – ha aggiunto -, che c’erano un gruppo di tifosi denominati ‘Guerrieri Ustras’, neo costituito, che intendevano parlare con me o comunque con la società”.
L’indagine, che parla di ”un vero e proprio sodalizio criminale operante nella cornice del tifo organizzato”, ha fatto emergere ”un reiterato tentativo di estorsione nei confronti della società Milan al fine di ottenere ingiuste agevolazioni nella gestione di biglietti e merchandising”. Un’attività che si svolgeva, spiegano gli inquirenti, ”con l’uso sistematico dell’intimidazione e della violenza”. Prima minacciando e poi attuando azioni ritorsive quali ad esempio, il lancio dei fumogeni nel corso di partite.
Gli ultrà arrestati si scambiavano infatti sms per dettare i tempi del lancio di fumogeni in campo sia nelle partirte di Campionato sia in quelle di Champions, così da provocare un danno alla società milanista e obbligarla ad accettare le loro richieste. Diversi i match, ad esempio contro Siena, Roma, Torino e Lille, in cui i tifosi hanno lanciato fumogeni in direzione dei calciatori, causando pesanti multe alla società rossonera. Nel corso delle perquisizioni, circa una decina, sono state sequestrate ingenti somme di denaro e spranghe e bastoni.
L‘inchiesta era partita nell’ottobre del 2006 in seguito al ferimento di un tifoso rossonero, Leonardo Avignano, colpito a Sesto San Giovanni, nei pressi del centro commerciale Vulcano, con diversi colpi di pistola alle gambe. Le indagini hanno fatto emergere una lotta interna fra i gruppi della tifoseria organizzata rossonera, aumentati in seguito alla nascita di una nuova formazione chiamata i ‘Guerrieri ultras’, dopo lo scioglimento della ‘Fossa dei leoni’.
Fonte: Adnkronos/Ign