“L’attenzione è alta, cercherò di fare del mio meglio. Sto preparando la partita con la stessa testa delle scorse settimane”. È pronto e carico Vincenzo Di Gianni, che contro la Flaminia debutterà dal primo minuto dopo la mezz’ora di domenica scorsa nel match con il Montevarchi, deciso da un lampo di Giovanni Farneti. “Ci siamo incrociati due anni fa in ritiro a Gubbio, è l’unico che conoscevo in rosa”, spiega ad “Anteprima Robur”, su Canale 3 Toscana, l’attaccante bianconero, che in attesa di una sistemazione sta dormendo in albergo, in stanza con Tirelli, il compagno che con l’infortunio gli ha involontariamente servito la maglia da titolare. “Ha preso una forte botta, cerco sempre di stargli vicino per rincuorarlo”.
Di Gianni ha preso la maglia numero 17 perché è il giorno di nascita, nel giugno 2006. Ha iniziato a giocare nel suo paese, Santa Marinella, poi dall’Under 14 è passato ad una scuola calcio di Roma. “A 17 anni sono andato nei professionisti, a Gubbio – le sue parole – ho passato lì un anno e mezzo. Dopo due mesi ero salito in prima squadra”. Sei presenze tra i grandi e un gol, molto bello, contro la Torres. “Il primo gol tra i pro è emozionante. Poi sono arrivati gli interessamenti di diverse squadre e lo scorso anno, a metà stagione, ho deciso di andare alla Lazio. Tornare lì in futuro? Non si sa mai, ora penso a fare bene col Siena”.
La Robur, comunque, non è stato un declassamento, anzi. “Venire a Siena non è stato come scendere di categoria. C’erano altre squadre che mi volevano, ma Siena era la prima scelta. Per la tifoseria, per la bellezza della città. È emozionante”. “Mi piace variare, non stare sempre nella stessa posizione, fare movimenti, attaccare la porta”, prosegue Di Gianni, che cerca di “imparare ogni giorno dai tanti attaccanti esperti in rosa. Come caratteristiche mi avvicino un po’ di più a Semprini. L’obiettivo personale? Fare bene la prossima partita. Voglio mandare un messaggio ai tifosi: vi aspettiamo domenica allo stadio alle 15”. (G.I.)
Fonte: Fol
