Di Bari: “Con un pari il Siena non avrebbe rubato nulla. Padalino ha grandi capacità”

In pochi conoscono Pasquale Padalino meglio di Giuseppe Di Bari. L’ex diesse del Foggia, società che ha diretto dal momento della sua rifondazione nel 2012 conducendola dalla Serie D alla Serie B, negli anni ha mostrato un fiuto particolare per gli allenatori. Tra le tante, l’intuizione di De Zerbi, reduce da una retrocessione in Eccellenza con il Darfo Boario prima del suo arrivo nella Capitanata, e il rilancio di Stroppa sono lì a testimoniarlo. Ma è proprio con l’attuale tecnico del Siena che Di Bari ha iniziato a porre le basi per i risultati che il Foggia avrebbe conseguito negli anni a venire. I due sono rimasti in ottimi rapporti (hanno lavorato insieme dal 2012 al 2014), e il direttore nativo di Manfredonia ieri era presente al ‘Mapei stadium’ per assistere da vicino alla partita della Robur.

Direttore, come ha visto ieri la Robur?

“Se fosse finita 0-0 il Siena non avrebbe rubato nulla, è mancata la rifinitura finale. Nel gioco secondo me si incomincia a vedere la mano dell’allenatore, la mia curiosità era proprio quella. Ci sono state differenze rispetto alla partita con l’Imolese, si è vista una squadra completamente diversa. Serve qualche aggiunta a livello numerico, ma penso possa guardare avanti con fiducia. I giocatori ci sono, ora bisogna essere bravi a mettere in condizione gli attaccanti di fare gol”.

Si può guardare il bicchiere mezzo pieno quindi.

“Ieri ho fatto i complimenti al mister, ma allo stesso tempo gli ho detto che questo deve essere un inizio. La difesa non si è comportata male, al netto di dieci minuti nel primo tempo. Ma ci può anche stare, davanti c’era pur sempre la Reggiana prima in classifica che ha una doppia squadra. Anche il Siena era partita per fare un campionato importante, ma le due rose sono completamente diverse”.

Conosce alla perfezione mister Padalino, ce lo può descrivere?

“È un allenatore che a livello di gioco può fare molto bene. Dopo averlo avuto a Foggia siamo stati avversari diretti per la promozione in B, quando lui allenava il Lecce. Pagò il fatto di essere foggiano, con i leccesi non corre buon sangue. In quella stagione (2016/17, ndr) noi stravincemmo il campionato, ma anche loro fecero un percorso importantissimo. È un allenatore propositivo, gli auguro quanto prima di poter vincere un campionato perché ne ha tutte le capacità. Bisogna mettergli a disposizione una squadra con giocatori funzionali al suo progetto tecnico, le qualità non gli mancano. Avendolo prima avuto e poi seguito negli anni per me è cresciuto tanto”.

Dove si dovrà concentrare il lavoro del mister da qui in avanti a suo avviso?

“Sicuramente a centrocampo nelle mezzali, dove loro stanno recuperando dei giocatori. Meli e Cardoselli ieri hanno un po’ pagato perché tornavano da periodi di stop, ma nell’idea di calcio del mister le mezzali si inseriscono molto e mettono l’attaccante nelle condizioni di avere più palle gol. Tra centrocampo e attacco qualcosa può essere aggiustato, quelli sono i punti cardine. Dietro la squadra non mi è dispiaciuta. So che c’è qualche trattativa avviata, qualche calciatore potrebbe dare forza in più all’organico. Sono molto fiducioso guardando anche la squadra di ieri”.

Un giudizio sul raggruppamento?

“La lotta senza ombra di dubbio sarà tra Reggiana e Modena, due compagini che hanno un qualcosa in più sia a livello di organico che numerico. Sono tutti titolari a prescindere da chi gioca. Mi sembra di rivedere il campionato dell’anno scorso tra Perugia e Padova. Il girone, anche se è cambiata qualche squadra, è sempre estremamente competitivo. Il Cesena potrebbe ancora creare qualche insidia. Tutto ruoterà intorno alle tante partite ravvicinate: chi ha un organico importante potrà gestire al meglio questi impegni”.

La sua avventura a Novara invece si è interrotta in anticipo, ma ha lasciato in eredità una squadra che sta viaggiando a vele spiegate verso la conquista del campionato. Nel suo futuro cosa c’è adesso?

“Sto alla finestra. A me dispiace per quello che è accaduto a Novara perché si poteva fare un percorso importante, purtroppo c’è stato qualche malinteso con il presidente. Ma la squadra l’ho costruita io e sta facendo molto bene. Spero possa presentarsi qualche situazione al più presto”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol – Foto: novarafootballclub.it