La storia del Club

30/06/00 00:00 | 1995-2000

La battaglia iniziata nostro malgrado, va avanti tra momenti di calma ed altri di contestazione nonostante che nel frattempo vengono messi in atto vari tentativi di mediazione.

Ci prova prima Mesesport, che con il suo direttore Mario Ciani organizza un incontro tra Paganini e i Fedelissimi, ci prova lo stesso Paganini convocando il nostro Club e gli Ultras che nel frattempo ci hanno affiancato nella contestazione, ci prova infine la squadra e l’allenatore Baldini, ma i risultati sono nulli, ormai si è raggiunto il punto di non ritorno, ma soprattutto aumentano quegli sportivi che ritengono giusto cercare un’alternativa alla attuale proprietà.

Le stesse istituzioni cittadine cominciano a storcere lo bocca e mandano segnali ben precisi in via dei Mille cercando di far capire che difficilmente possono seguitare a sostenere una dirigenza che non ha più lo fiducia della massa degli sportivi che vive la sua storia isolata dal resto della città.

Paganini, che stupido non è, tutt’altro, capisce il messaggio e tenta la sua ultima carta: una squadra che possa entrare nei play off e possibilmente andare in B.

E un tentativo che lo impegna al massimo e su cui scommette tutte le sue residue speranze di recuperare il terreno perduto in termini di popolarità.

I Fedelissimi capiscono il momento e mettono da parte ogni polemica, concentrandosi sul tifo per incitare una squadra che guidata da Orrico sembra avere il piglio necessario per centrare l’obbiettivo prefissato.

Finalmente si riparla di tifo e di trasferte, finalmente ci riappropriamo in termini di affetto di una squadra che da tanto tempo non sentivamo più nostra, lasciando finalmente da parte polemiche e contestazioni.

In fin dei conti è quello che vogliamo: meno parole e qualche fatto in più

Ma da qualche parte è scritto che anche i sogni del Siena muoiono all’alba, ed ecco che dopo un inizio scoppiettante il pallone…..si gonfia e il campionato del Siena viene definitivamente ridimensionato.

Lo contestazione, coperta dalla cenere di illusori risultati, riprende ad ardere e Paganini riassume l’incomodo ruolo di bersaglio, anche se per questo fallimento ha colpe minori di altri.

Forse è giunto veramente il momento di mollare tutto, ma ciò non accade.

I Fedelissimi nominano una commissione con l’incarico di sondare la città istituzionale ed imprenditoriale per capire se c'è la disponibilità a rilevare il pacchetto azionario del Siena, sperando cosi di trovare una alternativa a Paganini.

Ma nemmeno con l’impegno di Rabizzi, presidente del CONI, Carignani Massimo, Luca Luchini e fabio Cannoni si riesce a trovare una vera alternativa e mentre lo sconforto attanaglia i più si riparte per un nuovo campionato che non promette nella di buono.

 E cosi è. Alla seconda di campionato il Siena perde in casa con la Carrarese e il pubblico insorge.

Viene assalita (a parole sia ben chiaro) la tribuna d’onore e la tribuna stampa ed alcuni tifosi si impossessano della cabina radio enunciando il proprio…..pensiero, mentre tutti i tifosi presenti manifestano il loro consenso ai contestatori, con uno scrosciante applauso.

Paganini è costretto a lasciare lo stadio in fretta e furia.

E’ un triste epilogo per un uomo che tanto a dato al Siena nei suoi primi anni di presidenza, quando era sollecitato nel suo agire, dalla voglia di emergere, ma che non ha saputo cogliere al volo che, dopo anni di anonimato e delusione, era giunto il momento di mollare tutto e passare la mano.
Lo capisce ora, ed in pochi giorni, grazie all’interessamento del sindaco Piccini, il Siena è di una nuova proprietà: la SNAI Servizi, un colosso nel campo delle agenzie ippiche che fa subito sognare la tifoseria senese con i suoi programmi che parlano di serie B.

Il Siena Club Fedelissimi vince la sua battaglia e si schiera subito con la nuova proprietà e con il nuovo presidente Claudio Corradini, con cui instaura subito un rapporto profondo e di stima reciproca. Viene organizzato una settimana di festeggiamenti ed un carosello rievocativo per le vie della città.

Il Siena si salva nonostante l’handicap iniziale e nonostante che il Livorno cerchi rovinarci la festa, e subito si comincia a parlare della nuova squadra e dei giocatori che ne faranno parte.
Arrivano nomi roboanti e la presentazione in Piazza del campo raccoglie 4.000 sportivi danti al palco.

Tutti siamo convinti di andare in serie B, e i 1.400 abbonati, sono li a dimostrare la fiducia della città.
La sede dei Fedelissimi ritorna a popolarsi come ai bei tempi diventando punto di riferimento di tutti i tifosi nella speranza di sapere qualche anticipazione.

Nasce in questo periodo il sito internet ufficiale del Siena Club Fedelissimi, ideato e curato da Maurizio Spedaletti, un romano con sangue senese, che già da anni fa parte del nostro club e che vive le sue domeniche sempre in trasferta: o a Siena o in qualche altra parte d’Italia, sempre fedele, anzi fedelissimo.
Quindi si parte accreditati per la vittoria finale da tutti i massimi esperti di calcio di serie C, convinti se non di fare una passeggiata, quasi.

Ma siccome siamo del Siena e per definizione da qualche parte c’è scritto che non dobbiamo avere pace, ben presto la passeggiata si trasforma in calvario.

Lo squadra non gioca, i giocatori non rendono per la loro fama, vengono cambiati ben quattro allenatori e alla fine, grazie a Di Chiara, si raggiunge l’ultimo obbiettivo utile per non retrocedere: i play-out, tra mille polemiche e interpretazioni.

Due pareggi sono sufficienti per salvarsi e cosi accade, ma quello che ancora una volta preoccupa di più è che la SNAI è costretta a lasciare la proprietà per una legge sull’incompatibilità. Sono passati diciotto mesi e siamo ancora una volta nel caos.

Il Siena che nel frattempo è passato nelle mani di Castagni è in vendita e il Sindaco Piccini è costretto nuovamente a riassumere il ruolo di regista delle operazioni.

Il suo lavoro ben presto lo porta a mettere insieme un gruppo molto eterogenea di persone, che dopo un’estenuante trattativa conclusasi ad agosto, con la squadra già in ritiro acquista il Siena.

Pastorello e Ponte detengono l’80% delle azioni, mentre il restante 20%, dopo 25 anni, ritorna in mani senesi essendo acquistato da Mangiavacchi, Pianigiani e Verdiani.

Finalmente ritorna la tranquillità ma soprattutto, inaspettatamente, la squadra che l’anno prima si è salvata ai ply-out, ingrana una marcia irresistibile che distrugge in breve tempo tutte le ambizioni delle concorrenti.

Sala è l’artefice principale di questi risultati, ma non è da trascurare la serenità con cui la società è riuscita a circondare il lavoro del mister di Saronno. Ma soprattutto dal grande lavoro dello storico DS Nelso Ricci

Nel trentennale della sua fondazione il Siena Club Fedelissimi ritorna a svolgere il suo ruolo fondamentale in termini di organizzazione e tifo.

Il Siena che strabilia non è mai solo, accompagnato in trasferta da migliaia di tifosi e accolto in casa da coreografie da sballo. Memorabili le trasferte di Montevarchi, Ferrara, Lucca, Livorno e Pisa, cosi come resterà indelebile il grande spettacolo offerto dal nostro Club e dagli amici della Curva in occasione delle partite con Como, Pisa e Livorno, per non parlare della gara con il San Donà.

I Fedelissimi alla lunga, hanno vinto una grande battaglia, dimostrando a tutti che per il bene del Siena si deve a volte vedere al di lì del proprio naso e al di là dei propri interessi.

Il Siena va in serie B e lo fa proprio nell’anno in cui si festeggiano due avvenimenti importanti il trentennale dei Fedelissimi e il ventennale degli UFS 79.