La storia del Club

30/06/95 00:00 | 1990-1995

Con il festeggiamento del ventennale, il nostro Club ha raggiunto un obbiettivo prestigioso ma, come ama dire “l’immenso” (in tutti i sensi..) Groppone, gli anniversari debbono essere considerati punti di partenza e non d’arrivo in questo periodo il Siena Club Fedelissimi cambia nuovamente sede fissando il proprio punto di ritrovo a Vico Alto, in alcuni locali molto più ampi e accoglienti di quelli di Via Follonica, ma cosa più importante, si avvale del consistente aiuto di un gruppo di signore che ci permetti di organizzare le prime cene, consentendo casi al Club un ulteriore importante posso avanti.

Margherita Capperucci, Carla, Lina Cannoni, Michela Piattellini, Silvia Panti, Roberta Pistolesi e tante altre spopolano in cucina e il gran numero di presenze che si registrano alle nostre cene è il miglior riconoscimento che possono ricevere.

Il campionato 90-91 ci fa sognare per lunghi periodi la tanta agognata promozione in serie B.

I Fedelissimi la seguono in tutte le trasferte da Andria a Siracusa e tale sogno mantiene concretezza fino a pochissime domeniche dalla fine, quando la sconfitta di Terni fa tramontare tutti i sogni.

Resta la consolazione di poter disputare, grazie al quasi scontato sesto posto, la Coppa Italia maggiore con conseguenti soddisfazione per i tifosi ed incassi per la società.

Ma qualcosa non va per il verso giusto, e la sconfitta interna, nell’ultima giornata, con il Catanzaro vanifica tutti gli sforzi fino allora compiuti.

I tifosi si arrabbiano di brutto, Paganini insorge contro la squadra attaccandola in una storica trasmissione post partita a Canale 3 Toscana, promettendo un repulisti generale, che trova il consenso di tutti.

E cosi viene fatto. Della vecchia guardia restano in pochi e tantissimi sono gli arrivi in maglia bianconera.

Qualche tifoso avanza il dubbio che la squadra ha offerto su un piatto d’argento o Paganini la possibilità di concretizzare la sua idea di vendere i migliori, ma il nostro Club, condividendo lo scelta, mantiene ottimali i rapporti con il presidente non condividendo l’accusa

Il nuovo campionato parte in sordina, un pareggio in casa, una scoppola sonora a Vicenza, un sconfitta a Como. Alla fine di questa partita alcuni Fedelissimi avvicinano, in virtù dei rapporti esistenti, il massimo esponente bianconero chiedendo un intervento sul mercato, provocando una sarcastica risposta di Paganini che tira avanti evitando dialogo con coloro che fino o quel momento erano sempre stati al sua fianco.

La reazione di Paganini resta incomprensibile per tutti, ma è chiaro che da quel momento si interrompe il feeling con il nostro club anche se saranno altri i fatti che porteranno alla rottura definitiva e all’inizio di uno contestazione che ci vedrà impegnati per anni.

Ma vediamo i fatti.

Il campionato successivo è ancora più disastroso di quello appena terminato, e la tensione fra il nostro Club la Società diventa sempre più forte.

Se ne accorge Nicola Natili, che da Fedelissimo ed ex collaboratore di Paganini cerca una mediazione, organizzando un incontro chiarificatore, a cui rispondono affermativamente sia i tifosi che Paganini.

L’incontro inizialmente non promette niente di buono, facendo registrare il rigido atteggiamento delle due parti, ma allo fine dopo ore di confronto, viene raggiunta una sorta di armistizio, con la promessa di ritrovarsi a breve per una verifica.

I più contenti sono i Fedelissimi, che possono finalmente ritornare a fare tifo e ad organizzare la loro vita sociale, ma ancora una volta incomprensibilmente e a distanza di soli tre giorni dall’incontro, si trovano davanti ad un fatto molto increscioso e soprattutto molto poco intelligente.

All’ingresso della stadio non ci sono più le cassette che contengono il nastro foglio ufficiale” Il Fedelissimo” gettato in terra lungo scarpata, senza che nessuno ci abbia detto di levarlo o di non metterlo affatto, anche se resta indecifrabile il percorso seguito per giungere a tale decisione.

Eppure quando serviva qualcosa la società sapeva sempre dove traviarci!

Chi ha avuto questa bello pensata? Chi ha tentato di mettere a tacere lo voce di una porte dei tifosi?

Ma soprattutto che significato dobbiamo dare a tutto ciò?

Fatto sta che la cosa viene presa, e non poteva essere altrimenti, molto male dai Fedelissimi che davanti alle affermazioni dei collaboratori del presidente che lo stadio è del Siena e che sola il Siena può decidere cosa autorizzare o meno rompono definitivamente con Paganini.

La tifoseria si spezza in due e mentre una parte si schiera con I Fedelissimi, un’altra, impaurita dal fatto che non ci sarebbero alternative valide all’attuale proprietà resta sulla sue prendendo posizione a seconda delle situazioni che si presentano.

La stampa cittadina è tutta con Paganini, anche quella porte che fino a poco tempo prima lo ha sbertucciato in ogni occasione, ma, riguardo o quest’ultima notazione, la cosa non ci meraviglia più di tanto.

Nonostante tutto cerchiamo ancora un incontro chiarificatore pubblico, che la società respinge, per poi riproporlo essa stessa dopo un paio di mesi.