La storia del Club

30/06/90 00:00 | 1985-1990

Con il campionato 1985-86 inizia la presidenza di Max Paganini, un periodo molto contrastato che ci vede schierati su posizioni diametralmente opposte: prima o favore e poi contro.

L’inizio della sua avventura è sicuramente positivo e tutta la tifoseria, sia organizzata che non, è schierata con lui.

Per la prima volta nella storia recente del Siena, prima si compra e poi si vende, rispettando un budget che però è ricco come mai in passato.

Mazzola ha a disposizione una grande squadra che ben presto si trova a combattere per la serie B, evento questo che nessuno di noi riusciva a sognare e che mette a dura prova la società e la tifoseria senese, I Fedelissimi in testa.

Organizzare il tifo per le gare casalinghe o le lunghe trasferte nel sud, ci assorbono in pratica tutta la settimana ma è troppo grande la soddisfazione nel vedere che la squadra ho il supporto dei suoi tifosi, anche su campi che, almeno sulla carta, sembrano proibitivi.

La sede viene trasferita in Via Follonica in un locale più ampio e con due stanze.

Mozzala non ce la fa a vincere, ed emigra per altri lidi più ambiziosi, portando comunque il Siena ad un onorevole piazzamento che gli consente di disputare la coppa Italia con le squadre di A e B.

Lo sostituisce Lippi, tecnico emergente, e molto quotato che viene subito messo alla prova con la Coppa Italia.

Il Club vive con molta emozione questo momento e si impegna allo spasimo per seguire la squadra. La soddisfazione più grossa, che poi sarà l’unica di tutta la stagione, resta la trasferta al Comunale di Torino contro i granata.

Grande gara e grande entusiasmo, che non viene scalfito nemmeno dalla immeritata sconfitta, su rigore di Kieft, rimediata nel finale.

Nell’immenso stadio piemontese, è apparso per la prima volta uno striscione bianconero che non inneggia alla Juve: era quello del Siena Club Fedelissimi, il nostro club!

Ben presto però le cose cambiano e lo squadra comincia a deludere di brutto.

Parte della stampo, inspiegabilmente attacca Poganini in maniera anche pesante (basti pensare alla vignette io cui ne rappresentato come un pallone gonfiato!), e Lippi, contestato duramente, viene esonerato e sostituito con un Giorgio Sereni che ormai al calcio aveva dato tutto. La retrocessione è inevitabile ma il Siena Club Fedelissimi si schiera con Paganini e cerca in tutti i modi aiutarlo.

Memorabile una trasmissione creata ad hoc, con telefonate in diretta che permettono a tutti di dire la proprio sul Siena, ma soprattutto su Paganini, abilmente bloccata dal nostro club, con una organizzazione degna della Cia.

Pochissimi riescono a telefonare e l’iniziativa registra un flop clamoroso, che forse solo oggi, leggendo queste righe qualcuno riuscirà a spiegarsi.

Il programma triennale presentato da Pagonini viene condiviso dal nostro Club, dalla maggior porte della tifoseria quasi tutti gli organi di stampa, ad eccezione dei soliti bastian contrari che, in attesa di trasferirsi con armi e bagagli alla corte del presidente, seguitano goffamente ed attaccano, e cosi la società messa nelle condizioni di lavorare tranquillamente, allo scadere del terzo anno, con Attilio Perotti alla guida della squadra, centra alla grande l’obbiettivo prefissato. La C1.

Ogni partita è una gioia, ogni trasferta una festa, al punto che la tranquillità che ci infonde lo squadra ci porta a organizzare trasferte memorabili, come quella a Vercelli, dove lungo il percorso viene allestito per tutti i tifosi al seguito un punto di ristoro con cacio, baccelli salame e vino, che riscuote un consenso plebiscitario.

Notevole fu anche “l’invasione” di Poggibonsi, che fa registrare un numero incredibile di tifosi bianconeri al seguito che la squadra ripaga con un 4-0 da manicomio.

A distanza di anni, nel paese valdelsano, qualcuno ancora non si è ripreso dallo choc.

In questo periodo il Club registra altre adesioni fondamentali e importantissime, come quelle di Alessandro Silvestri, Carlo Fiorenzani, Luciano e Margherita Capperucci, i fratelli Marco e Carlo Cognacci, Pennello, Giannino Franci, Gianni Liberati, Francesco Betti e Andrea Rosseti.

Il Siena va dunque in serie C e già questo è un grande motivo di soddisfazione, ma I Fedelissimi sono chiamati a festeggiare un altro grande traguardo te loro prime 20 primavere.

La festa per il ventennale è l’occasione per ritrovarsi tutti assieme dopo tanti anni e vede il coinvolgimento di tutti i personaggi che animarono i nostri primi anni di vita.

La squadra che vinse il campionato 75-76 è presente quasi al completo, cosi come i dirigenti di allora e l’allenatore Manucci chiamato insieme al suo predecessore, Silvano Grassi, a dirigere dalla panchina la su vecchia squadra, impegnata contro le vecchie glorie del Bologna.