La storia del Club

30/06/85 00:00 | 1980-1985

Con gli inizi degli anni 80, il Siena Club Fedelissimi muta sostanzialmente la sua linea di condotta, abbandonando quel ruolo, che eventi e i personaggi del momento gli avevano assegnato e che lo avevano visto coinvolto sempre di più nei fatti societari.

Finalmente a dieci anni dalla Fondazione iniziamo un il nastro ruolo effettivo che è quello di tifosi organizzati nel vero della parola: accanto come sempre alla società ma lontani da tutto ciò che istituzionalmente non è di nostra competenza. In gradinata comincia a perdere forma il primo gruppo ultras. Grazie all’impegno di alcuni ragazzi tra cui Paolo Bartalucci, Simone Taddei e Francesco Rustici nascono gli UFS 79 con tanto di striscione accanto a quello nostro.

Importante è l’apporto dato per le campagne abbonamenti, ma soprattutto molto determinato quello per la vendita delle azioni del neonato AC Siena Spa.

E non poteva essere altrimenti alla luce della battaglia da noi combattuta per anni a favore dello nuova denominazione sociale.

Divisi in tanti gruppi, viene battuta a tappeto tutta la città, avvicinando con la nostra azione, discreta ma insistente, sia il tifoso comune che l’esercente di attività commerciale o professionale.

Il nostro lavoro viene premiato dai numeri su 3.000 azioni che costituiscono il capitale sociale, ben 1050 vengono acquistate o piazzate dal Siena Club Fedelissimi, ed è legittima la soddisfazione del presidente Nannini, che non sperava in un tale successo.

Anche in termini di  tifo, qualcosa cambia.

Confortati dai risultati ottenuti della squadra di Mammi, che vince a mani basse il campionato 81-82, il tifo dello Gradinata, ritrovo storico dei Fedelissimi, cresce sempre dì più.

Non più striscioni costruiti con lenzuoli rubati a qualche mamma e scritti con lo scotch, ma lavori artigianali molto più curati e di grandi dimensioni e, sulla scia di quello che succede nelle categorie superiori, anche il Rastrello conosce le prime coreografie.

Il coinvolgimento di tutti gli iscritti notevole cosi come l’entusiasmo portato dai giovani che vanno ad affiancare il vecchio nucleo storico.

Claudio Ricci i fratelli Antonio e Giovanni Gigli, Dario Di Prisco, il giovanissimo Tito, Massimiliano Ermini, Alessandro Silvestri, Simone Pistolesi, Massimo Ancilli, Lorenzo Lorenzini, Matteo Ciacci, Fabrizio Magi, Lallo Meniconi, Beppe Parentini e tanti altri diventano importanti punti di riferimento trovando nel nostro Club lo strumento più adatto per estrinsecare il loro amore per la Robur.

Molto importante è anche il ruolo svolto dal mogli e fidanzate, che altre ad essere sempre presenti, si riuniscono sotto lo sigla delle Ladies Bionconere.

Ai trionfi del campionato 81-82 fanno seguito un paio di campionati deludenti, il secondo dei quali ci “regala” addirittura una retrocessione amara quanto inizialmente in attesa, e tanto per non perdere l’abitudine, la solita crisi societaria.

Nannini, nonostante possa contare sugli introiti del posteggio assegnatoli dal Comune, non ce la fa a reggere il peso di un campionato che ha visto lievitare a dismisura i costi di gestione e cerca per la prima volta con grande convinzione un successore.

Il campionato 84-85 parte in sordina, con il dichiarato intento di raggiungere una tranquilla salvezza. La squadra resta, nei suoi ruoli fondamentali, quella appena retrocessa, e a guidarla viene chiamato Ferruccio Mazzola, un nome di grandissimo prestigio, ma che come allenatore può presentare un palmares limitato.

Ma l’uomo sa di calcio come pochi altri, e facendo leva sulla voglia di riscatto di quei giocatori, reduci dalla retrocessione conduce passo dopo passo la navicella bianconera ai vertici della classifica.

Molto importante anche in questo caso il ruolo svolto dal Siena Club Fedelissimi che si trova a dover recitare un ruolo quanto mai delicato.

La maggior porte dei tifosi senesi non crede nella promozione, e la squadra non ha quel seguito che meriterebbe, quindi sta ancora una volta a noi sostenere la squadra, e nello stesso tempo cercare di coinvolgere il più alto numero di sportivi possibile

L’operazione, non senza fatica, riesce e nelle partite chiave la Robur riesce ad avere il tifo che merita.

A metà aprile 1985, Nannini trova chi è deciso a subentrargli ed in pochi giorni dobbiamo registrare il passaggio di proprietà ad un gruppo di Roma di cui fa parte il Notaio Fabiani, Nanni Gilardoni ed un giovane avvocato di cui presto sentiremo parlare: Max Paganini.

Il campionato 84-85 si conclude con il ritorno immediato del Siena in serie C1 e con l’uscita definitiva dalla scena calcistica cittadina di Danilo Nannini, un personaggio impareggiabile, che è passato, unico nella storia del Siena dalla maglia numero 9 alla massima carica societaria.

E comincia qui un capitolo tra i più contrastati della nostra storia.