La storia del Club

30/06/75 00:00 | 1970-1975

La paura di vedere dissolversi come neve al sole la vecchia Robur, fu la molla che spinge Piero Babbini a mettere insieme un gruppo di tifosi, con il solo scopo di far sentire la propria voce, a quella parte della città, tutto protesa a favorire l’esplosione di altri sport emergenti.

Dopo tanti anni di buona C, il Siena è retrocesso in IV serie e alla vigilia del torneo 70-71 si trova senza squadra, ma soprattutto senza una dirigenza che gli possa garantire un dignitoso futuro.

Tanti tentativi sono andati a vuoto, ma alla fine, quasi fuori tempo massimo, l’onere gestionale ricade sulle spalle del “quadrunvirato” Beneforti, Ceccuzzi, Mascagni e Tambani. Il tentativo di coinvolgere le varie fasce sociali cittadine, non ha data grandi frutti e a quel punto, reduci da un umiliante 0-4 rimediato a Borgo San Lorenzo, il Babbini pensa di dare voce a quei tifosi, fino ad allora trascurati da tutti, decisi a far valere le proprie ragioni.

Il 21 novembre 1970 è indetta la prima riunione del Club Bianconero, futuro Siena Club Fedelissimi.

Si ritrovano nella cantina di Piero Bubbini : Giordano e Mario Bianciardi, Fabio Vagheggini, Lorenzo Mulinacci, Franco Gistri, Fabio Connoni, Massimo Losi, Renzo Vannini, Fabio Ciani e Beppe Mancini.

Sono nati i Fedelissimi.

La nostra attività è subito frenetica ed orientata a convogliare il maggior interesse possibile sui colori bianconeri, a volte ricorrendo anche a manifestazioni di protesta, fino ad allora sconosciute a Siena, come il sit-in in piazza del Campo, davanti alle finestre del Primo Cittadino o, il clamoroso sciopero del tifo messo in atto in una gara contro Le Signe, che fa registrare un’incredibile numero di adesioni.

Piano piena sono tanti i tifosi che sposano la nostra causa convinti, dal nostro ruolo di” paladini” bianconeri.

Il gruppo appena creato cresce immediatamente con l’arrivo di Roberto Petreni, Nicola Natili, Carlo Satta, Ennio Taccioli, Paolo Corradeschi, Lido e Silvana Ciacci, lo Spenna, Mario Firmati, Aldo Giannetti, Aldo Ciompoli, e in un secondo tempo con i fratelli Caselli, Giulio Vannini i gemelli Marchi, Franco Fontani, Fobio Corsini, Walter Munartto, Andrea Preteni, Gianni Benincasa, il Gelo, Guidone Cresti, Fusi Paolo, Maggi Lorenzo, Patacchini, Massimo Rapetti, Bindi Mario, Aliciati, Paolo Castellarin, Montomoli, Spadoni, Manganelli e Prugnoli. Le riunioni vengono fatte nella bellissima sede dell’Unione Corale Senese che tutti i venerdì ci da ospitalità.

Allo stadio si inizia a vedere qualche striscione nuovo, bandiere e i primi tamburi, tutti strumenti necessari per aiutare una squadra che è costretta a schierare in attacco due difensori puri come Vezzani e Missio per chiare carenze di organico.

Strettissimo è il rapporto con la società, tanto che molto spesso siamo chiamati ad affiancarla in tante iniziative.

La più curiosa, ma anche la più esplicativa sul momento che si sta attraversando, è certamente il Gran Galà Bianconero al Metropolitan, una sorta di “colletto del Sistina” alla senese, dove la presentazione in prima mondiale (sic!) del film “Il Sesso del Diavolo” di Oscar Brazzi e con Sylva Koscina, presente in sala, precede un’asta di quadri donati all’uopo da alcuni pittori senesi.

Vannini e Natili fanno da chauffeur agli ospiti, mentre tutti gli altri Fedelissimi sono impegnati a vendere i biglietti della serata.

Con il passare dei mesi si stabilizza  sia l’assetto societario del Siena, con l’elezione nel ruolo di presidente di Vittorio Beneforti, sia quello dei Fedelissimi, che ora possono contare su un gruppo compatto e molto costruttivo.

Nascono nuove iniziative, come il “mitico” carosello della domenica mattina o, primo caso in tutta la IV serie nazionale, la trasmissione in differita, a circuito chiuso, delle gare in trasferta del Siena.

Quest’ultima è forse l’iniziativa più coinvolgente, basti pensare che il derby Poggibonsi-Siena, ripreso dal pionieri delle TV private Giordano e Mario Bianciardi, viene trasmesso all’Hotel Garden allo presenza di circa 1000 tifosi - Incredibile soprattutto se si pensa che lo stesso numero di persone era presente al Tondo, ma vuoi mettere la libidine di rivedere Siena in televisione?

Con il Siena più o meno assestato, si comincia anche a parlare di ritorno in serie C e cresce l’interesse intorno alle maglie bianconere.

Dal campionato 1974-75, il club Bianconero diventa I Fedelissimi, fissando come ritrovo il Bar Notturno, che si trasforma in breve tempo nel punto di ritrovo per la maggior parte della Siena bianconera.

Porte la prima compagna di tesseramento e in base al neonato statuto, Renzo Vannini, un grandissimo tifoso che ha trasformato i propri globuli rossi in neri per associarli bene con quelli bianchi, viene eletto primo presidente

In questo periodo vengono rafforzate quelle basi su cui tutt’ora si regge il Club e che giustificano il nostro essere: i tifosi sono al servizio del Siena anzi della Robur, pur mantenendo la loro autonomia ed il loro ruolo, e mai saranno complici in operazioni che la possano danneggiare.

In questa ottica si spiegano gli innumerevoli interventi, economici, a favore della Società, ma anche quegli “scontri” che analizzeremo più avanti, scoppiati quando, secondo noi, gli interessi dello stessa non venivano garantiti dall’operato del vertice societario.

Le solide basi su cui poggia il Siena Club Fedelissimi, sono quindi il frutto del lavoro di questo primo quinquennio, anni non facili in cui il Club muove i suoi primi passi tra mille difficoltà e incertezze ma anche ricca di quelle soddisfazioni, che ognuno di noi merita.

Chi non riconosce la nostra onestà intellettuale e non capisce questa filosofia o è in malafede o non ci arriva proprio, e a quei pochi, se ci sono, che appartengono a queste due categorie, diamo altri dieci anni per cercare di capire il Siena Club Fedelissimi.