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La storia della Robur

01/01/70 01:00 | DA REGINA A CENERENTOLA

 

Siamo ormai arrivati all'inizio degli anni '60 che, calcisticamente parlando, a Siena sono tutt'altro che.. favolosi. Arriva anche nella nostra citta' quell'onda che invade il resto dell'Italia, fatta di benessere economico, vacanze al mare e voglia di vivere. Famiglia, Patria e Scuola continuano ad essere importanti ma non sono piu' considerati dogmi indiscutibili. Le splendide melodie di Bindi, Paoli e Tenco fanno da colonna sonora alle imprese sportive dei grandi Cassius Clay, Abebe Bikila e Wilma Rudolph, protagonisti alle Olimpiadi di Roma '60. Anche il mondo del calcio, allietato dalle gesta della grande Internazionale del mago Herrera, e' colpito dagli effetti del boom economico, con molte societa' investite da grandi capitali che ne cambiano profondamente strutture ed obiettivi. Il Siena non e' tra queste ma la politica societaria deve cambiare anche per la vecchia Robur: non arriveranno piu' talenti affermati ma giovani promesse tenute a balia da qualche vecchio "nome", nell'ottica di rivalutare il tutto e rivendere. L'obiettivo non sara' piu' la serie B, ma di comode posizioni in serie C, puntando sul teorema che risultati decenti permettono un attivo nel calciomercato estivo che a sua volta garantisce la sopravvivenza del Siena. I campionati 1959-'60 e '60-'61 sono i primi improntati su questi concetti, con Toneatto a fare appunto da chioccia e condurre la squadra verso un'onorevole quarta posizione finale. Nel campionato '61-'62 torna sulla panchina senese Oronzo Pugliese, chiamato da Nannini ad esorcizzare lo sgradito passato. Ma ormai le cose sono cambiate ed il condottiero di Turi non riuscira' a ripetere il miracolo, chiudendo la stagione al nono posto. Stesso destino tocchera' al tecnico Puccinelli, ingaggiato l'anno successivo, che pero' aveva per le mani una formazione niente male, con la trazione anteriore del bomber Cocciuti, centravanti della Lazio, convinto da Nannini a vestire la maglia bianconera grazie ad un… pianoforte, fatto trovare dal presidentissimo nell'appartamento che la punta biancoceleste avrebbe occupato a Siena. L'assenza di risultati e due salvezze conquistate per il rotto della cuffia impongono a Nannini di cambiare rotta e gli permettono di realizzare un sogno che covava da anni: affidare la squadra a Lauro Toneatto, che aveva appeso gli scarpini al fatidico chiodo e gestiva un bar che era diventato il covo del tifo piu' caldo e passionale, cercando cosi' di rendere meno amaro il suo distacco dal mondo del calcio. Alla proposta del Nannini, Toneatto e' prima sorpreso e poi incredulo, ma non si lascia di certo scappare l'occasione di tornare sui campi di gioco. Gli viene affidata una squadra niente male che il mister condurra' per tre anni, regalando bel gioco agli spettatori, onorevoli piazzamenti alla squadra e tanti giocatori "da mercato" alla societa', fra i quali merita una citazione il grande Romeo Benetti. E' indubbiamente il periodo piu' bello di questi anni, che si conclude con la partenza di Toneatto per Bari, seconda tappa di una luminosa carriera. Anche Nannini annuncia la sua volonta' di chiudere il capitolo Siena e si dimette dalla carica di presidente. Al suo posto viene nominato Commissario Straordinario Renato Luchini, grande sportivo e grande dirigente. Ma la squadra messa su non sara' altrettanto grande e si riuscira' ad evitare la retrocessione per un solo punto. Il momento e' difficile e Nannini non ne vuol sapere di riprendere in mano la situazione. La citta' si mobilita e riesce a "partorire" un gruppo di senesi doc, cui fa capo Bixio Gianfaldoni che dopo qualche incertezza assume la presidenza della vecchia Robur. Il nuovo presidente viene travolto forse oltre misura dall'entusiasmo cittadino e lancia lo slogan "piu' soci = serie B". Gli sportivi senesi non aspettano altro e rispondono in maniera massiccia all'invito del presidente, sia come abbonamenti che come quote sociali. Nemmeno Gianfaldoni si tira indietro: l'allenatore Faccenda viene confermato e la squadra fa ben sperare, trascinata dal trio d'attacco Marchetti, Tonoli e Pippo Balsimelli, il poeta del goal! Le prime gare del campionato 1967-'68 fanno vedere un Siena che coniuga bel gioco e risultati, veleggiando a ridosso delle prime in classifica. Il 26 dicembre i bianconeri sono attesi da un incandescente derby di Prato che, in caso di successo, porterebbe la Robur in vetta alla graduatoria. La citta' si mobilita: partono 36 pullman ed una lunga carovana di macchine e sono piu' di 2.000 i senesi presenti al Lungo Bisenzio. Ma non torneranno a casa felici. Dopo un primo tempo equilibrato, la squadra bianconera viene trafitta per ben tre volte dagli avanti lanieri. I sogni rimangono nel cassetto ed il Siena, pur giocando ancora un buon calcio, si deve contentare del 6° posto finale. Il presidente Gianfaldoni pero' non si arrende. Conduce un'altra campagna acquisti "all'attacco" e porta a Siena Martini, poi campione d'Italia nella Lazio di Maestrelli, Bruschettini ed il bomber Aldi. La squadra va bene, vince e convince, ma a febbraio nelle casse della societa' e' rimasto poco piu' che niente… Gianfaldoni e' costretto a lasciare la presidenza e Danilo Nannini ritorna al Siena nelle vesti di Commissario Straordinario. Dal punto di vista agonistico riesce a salvare il salvabile e la squadra termina il campionato al piu' che onorevole quarto posto. Ma la situazione societaria si presenta molto piu' critica, visto che Nannini non vuol tornare a fare il presidente e di nuovi acquirenti in giro non ce ne sono. Siamo all'estate del 1969 quando viene convocata un'assemblea dei soci nella quale Nannini illustra la situazione economica ed i rischi di sopravvivenza della Robur e riceve il mandato di vendere il possibile e tentare di salvare l'A. C. Siena. Come al solito, il dottor Nannini ce la mette tutta e porta a termine con diligenza l'incarico affidatogli. Viene messa insieme alla meno peggio una squadra fatta di giovani presi in prestito da mezza Italia, affidata prima a Piacentini poi, dopo una serie di insuccessi, all'ex bianconero degli anni '50 Ettore Mannucci. Ma neanche il cambio d'allenatore riesce a riportare su il Siena che nell'ultima giornata perde in casa con la Sambenedettese, mancando quel punticino che avrebbe voluto dire salvezza. Dopo 10 anni dallo sfortunato spareggio di Genova per la serie B la vecchia Robur torna in IV serie. Nannini mantiene la parola data ed esaurito il mandato con la fine del campionato, deposita le fatidiche chiavi sul tavolo del sindaco Barzanti. Per l'A. C. Siena e' la fine di un ciclo.