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La storia della Robur

01/01/70 01:00 | MIRACOLO MANCATO

La serie C, a quei tempi, era composta da un unico girone di 18 squadre, con 2 promozioni in B e tre retrocessioni in IV serie. Obbiettivo della Robur e' una tranquilla posizione di centro classifica e per ottenerla Nannini resiste alle offerte che gli piovono da tutta l'Italia e limita le partenze allo stretto necessario. L'allenatore Viani ci …"tradisce" per andare a Livorno e viene sostituito dal bolzanino Bodini. Perfetto sconosciuto, ma di questa societa' ci si fida!! L'inizio del campionato e' senza infamia e senza lode, finche' non si infortunano gravemente due "pezzi" importanti come Tambani e Di Clemente. I risultati non arrivano e, more solito, l'allenatore ci lascia le penne! Bodini viene sostituito con Renzo Merlin, che avra' vita breve, visto che poco dopo arrivera' al suo posto il vecchio Macchi. Un po' di mestiere e… tanto catenaccio e la salvezza agognata viene raggiunta. Ma che paura!! La societa' decide di non correre piu' simili rischi, e si getta sul mercato con idee bellicose. Prima di tutto viene richiamato da Livorno Vinicio Viani, che torna ben volentieri sul luogo del... delitto, cui viene affidata una squadra niente male, sempre imperniata sul nucleo storico reduce dai successi del '55-'56. I risultati sono piu' che soddisfacenti, visto che il Siena si colloca subito nelle prime posizioni. All'ottava giornata, dopo la vittoria sulla Sanremese, la Robur e' prima in classifica! Si comincia a parlare di serie B, ma dopo parecchie partite esaltanti il Siena crolla, sopraffatto dalla marcia imperiosa di Pro Vercelli e Vigevano. I bianconeri si piazzano al 5° posto, a sole tre lunghezze dal Vigevano, gettando al vento un'occasione piu' unica che rara per tornare nella serie cadetta. Per il campionato successivo, infatti, la Figc decide di allargare i quadri della serie C e prevede una sola promozione alla serie superiore. Sara' una decisione fatale per il Siena, come andiamo a vedere. "Garone" Viani ha ingiustamente qualche sostenitore in meno in citta' e, da uomo intelligente, preferisce togliere il disturbo. Nannini lo sostituisce con Oronzo Pugliese, uomo del sud, che segue ciecamente le sue convinzioni e che crede solo in Dio, nella famiglia e in Casa Savoia! Parla un italiano approssimativo e predica un calcio semplice e lineare, basato piu' sull'agonismo e la prestanza fisica che non sulla tecnica. Proprio quello che ci vuole per il Siena 1958-'59, squadra di onesti calciatori, tecnicamente non eccelsi, illuminata da qualche valida eccezione come il centrattacco Ettore Mannucci, ex Juventus, capace di dirigere le offensive della Robur con una regia fatta di intelligenza calcistica e altruismo. I favori del pronostico se li dividono l'Ozo Mantova di Fabbri, il Livorno e lo Spezia, ma la Robur inizia il campionato facendo vedere cose egregie. Alla quinta giornata i bianconeri rimandano a casa battuti per 1-0 i cugini del Livorno e si insediano al vertice della classifica. Nannini, per non lasciare nulla al caso, rinforza la squadra acquistando l'attaccante Voltolina ed il mediano Scaramucci, un ex viola campione d'Italia e finalista in Coppa Campioni. L'entusiasmo e' incontenibile e le vittorie non mancano di certo! Tuttavia, dopo alla 16sima giornata arriva inaspettata la prima sconfitta a Treviso, cui fa seguito un rotondo 3-1 subito a Mantova. Al primo posto si insedia il Livorno, pur se la Robur, unitamente al Mantova, lo seguono da molto vicino. E' un campionato esaltante e snervante al tempo stesso, con ogni punto che vale oro, e con il trio di testa impegnato in un continuo valzer di posizioni in classifica. Con l'inizio del girone di ritorno il Mantova sembra involarsi in una fuga solitaria, mentre Siena e Livorno faticano a stargli dietro. Cosi' il 22 marzo si disputa un Livorno-Siena da ultima spiaggia: chi perde e' fottuto! I labronici partono a testa bassa, forti del fattore campo, ma la difesa senese subisce il furore avversario senza scomporsi, senza scomporsi e soprattutto senza buttare via il pallone a casaccio. A meta' del primo tempo, infatti, proprio da un ordinato disimpegno difensivo nasce una punizione dal limite in nostro favore che Mannucci trasforma stupendamente. Lo stesso Mannucci completera' l'opera all'inizio della seconda frazione di gioco, segnando il 2-0 che chiude la partita e lancia la Robur all'inseguimento del Mantova. Inseguimento che riesce nel giro di tre partite, quando il Siena addirittura scavalchera' i virgiliani in classifica. L'entusiasmo in citta' e' alle stelle e la serie B un affare privato fra i bianconeri ed il Mantova. A cinque giornate dalla fine il campionato sembra deciso a nostro favore: riceviamo il Mantova fra le mura amiche del Rastrello con tre punti di vantaggio nella gerla. Ma si sa, quando vanno bene due risultati su tre... c'e' il caso che esca il terzo! E cosi' fu, il Mantova vince 2-0 nella conca di San Domenico e rimette tutto in discussione. La sconfitta subita due domeniche dopo a Busto Arsizio permette ai virgiliani di raggiungerci in classifica e questo equilibrio non verra' rotto fino alla fine del campionato. E' necessario uno spareggio! Il 28 giugno, al Marassi di Genova, Siena e Mantova si giocano la serie B. Nonostante il Palio alle porte, la nostra citta' risponde a ranghi compatti, superando qualche polemica nata nelle ultime giornate del campionato. Andiamo a Genova in seimila, con un treno speciale, pullman e macchine. Pugliese manda in campo una formazione in cui spiccano le assenze del bomber Mannucci e del portiere Bachi, ma le cose sembrano mettersi bene quando dopo un solo quarto d'ora il Mantova rimane in dieci per l'infortunio di Cade' (allora le sostituzioni non erano ammesse).Tuttavia il vantaggio numerico non fa mutare l'atteggiamento del Siena, che resta arroccato nella propria meta' campo. Se si eccettua una traversa colpita da Bellotti con il portiere virgiliano fuori causa, il Siena non fa correre grossi pericoli al Mantova, che va al riposo rinfrancato e convinto di poter disputare lo stesso la propria partita nonostante l'inferiorita' numerica. E la ripresa dimostra che le cose stavano proprio cosi', con un lungo monologo biancorosso che si concretizza nella rete di Fantini a 10 minuti dalla fine. Il Mantova di Fabbri e di Italo Allodi approda alla serie cadetta per andare, dopo un solo anno, addirittura in A. Noi, invece, si rimane in serie C, vedendo svanire per un nulla un sogno che sembrava essere alla nostra portata. Sara' una sconfitta mal digerita da tutti, al centro di polemiche per anni e anni e che provochera' l'allontanamento di moltissimi tifosi.