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La storia della Robur

01/01/70 01:00 | GLI ANNI D'ORO

Sulle ali dell'entusiasmo per la promozione conseguita, il Siena conferma Bachmann in panchina e ingaggia alcuni elementi in grado di farle affrontare senza drammi la categoria superiore. Ma cosi' non fu. Prima arrivarono una serie di avversita', poi la guerra d'Etiopia, con sedici nostri giocatori, fra titolari e riserve, che dovettero svestire il bianconero per passare al grigioverde. Alla fine del campionato il Siena e' sedicesimo, terzultimo, di nuovo in C. La delusione fu grande e il presidente Sampoli si dimise, lasciando il comando a Romolo Semplici, sempre affiancato dal grande Pistolesi. In panchina arriva l'ex nazionale Faroppa, piemontese di poche parole, e nonostante si sia programmato un campionato di transizione, per assorbire la botta della retrocessione, la squadra non e' affatto male, tanto vero che conclude la stagione al terzo posto. Si capisce che con qualche giusto ritocchino si puo' ritentare l'assalto alla serie B. E infatti, per il campionato 1937-38, venne creata una squadra da meraviglie, che aveva il suo punto di forza nel trio difensivo formato dai due esterni Manni e Passalacqua e dal portiere Erbinovi. Non li passavano neanche i raggi X... Qualche numero per testimoniare quello che piu' che un campionato per il Siena fu una marcia trionfale: 51 punti in 30 partite, di cui 29 punti su 30 in casa, 12 punti di distacco dalla seconda.
Il Siena era di nuovo in B, ma le soddisfazioni per il sempre piu' numeroso pubblico senese non erano finite. A Romolo Semplici subentro' l'ing. Ricci, sulla poltrona di presidente. In panchina venne confermato Faroppa, che chiese la conferma totale della squadra piu' due o tre ritocchi.
Palcoscenico di questo secondo campionato di serie B sara' il nuovo stadio "Rino Daus", un gioiellino incastonato nella conca davanti la basilica di San Domenico, che poi si chiamera' "Rastrello" ed infine "Artemio Franchi".
Il torneo viene iniziato in tranquillita', con l'unico obbiettivo di rimanere in serie B senza troppi affanni. Ma quando alla dodicesima giornata il Siena va a espugnare il campo dell'Alessandria e si trova a soli tre punti dalla capolista Atalanta, tutta la città' comincia a sperare in un nuovo stupendo miracolo. Inoltre la domenica successiva il calendario manda a Siena nientepopodimeno che la Fiorentina!! Siena e' una polveriera di entusiasmo e il nuovo stadio non fu capace di contenere tutti quelli che avrebbero voluto assistere alla partita.
E la partita fu un trionfo! Si vinse 3-0, sfoderando una prestazione capolavoro e rimandando a casa in silenzio i numerosi tifosi viola giunti nella nostra città'.
La Fiorentina fu scavalcata anche in classifica e alla fine del girone d'andata il Siena e' sola in vetta alla graduatoria. Si lotta con le altre squadre pretendenti alla serie A fino a tre giornate dal termine, quando il miracolo sembra ancora possibile.
La "squadra che viaggia in terza" potrebbe arrivare alla massima divisione. Ma cosi' non fu. Le ultime tre partite furono altrettante sonore sconfitte per il Siena, mentre Fiorentina e Venezia raggranellarono punti preziosi e andarono in A.
Qualcuno disse "l'hanno fatto apposta", altri piu' fatalisti "peccato, c'e' mancato un pelo". Sara' per un'altra volta... ma un'altra volta non c'e' piu' stata. Tutti pero' intuirono che la societa' senese avesse optato... per la non promozione, visto e considerato che la serie A costituiva (e costituisce tuttora) una prova molto impegnativa non solo dal punto di vista agonistico ma anche finanziario.
Riavuti dalla cocente delusione, ci si rituffa nel campionato di B, con Macchi in panchina al posto di Faroppa ed una squadra largamente rinnovata. Dopo un avvio in sordina, la squadra acquista fiducia e termina al quinto posto. Mentre comincia a venire alla luce una grave crisi dirigenziale, all'interno della societa', il Siena disputa il campionato 1940-41 senza infamia e senza lode, piazzandosi alla fine all'ottavo posto.
La guerra e' gia' iniziata, ma prima che essa sconvolga completamente la vita degli italiani, il nostro amato undici e' protagonista di un'altra impresa: il piazzamento ottenuto nel campionato permette infatti al Siena di disputare la Coppa Italia, dove trovera' nei sedicesimi di finale il massimo: il grande Bologna vincitore dello scudetto, il famoso squadrone "che tremare il mondo fa". La partita di andata si disputa nella nostra città' e termina 1-1 dopo i tempi supplementari. Tuttavia l'arbitro Fois commise un clamoroso errore tecnico, facendo cambiare di campo le due squadre al termine dei 90', anziche' procedere ad un nuovo sorteggio. Il Siena fece ricorso e la partita fu ripetuta. Anche stavolta fu pareggio, per 0-0, davanti ad oltre 10.000 spettatori e con il Siena a dover recriminare per alcune facili occasioni gettate al vento. In ogni modo i bianconeri uscirono dal campo a testa alta, fra gli applausi dei presenti e l'ammirazione dei giornalisti, orgogliosi di non essersi dovuti inchinare nemmeno davanti al grande Bologna!!
La partita di ritorno vide la vittoria dei felsinei, che dovettero ricorrere all'allagamento del campo per frenare lo spumeggiante gioco del Siena!! Il punteggio di 6-3 comunque non rispecchia una gara combattuta ed equilibrata.
E poi ci fu... la guerra. I campionati successivi furono disputati solo per forma, visto che era difficile trovare sia 22 persone da mandare in campo che qualcuno che li guardasse dalla tribuna. Le vicende belliche, diventate estremamente gravi, non permisero piu' al calcio, come a tante altre cose care agli italiani, di esistere. Dopo l'armistizio, l'11 settembre 1943 i tedeschi occuparono il presidio militare di Siena e per la cittadinanza iniziarono tempi davvero duri.
I senesi piu' anziani ricordano le brigate partigiane che operavano nella nostra provincia, il bombardamento della stazione e dell'Osservanza, Siena proclamata "Citta' Ospedaliera" fino all'arrivo delle truppe francesi, il 3 luglio 1944, che liberarono la citta' dai tedeschi e posero fine alla guerra. L'incubo era finito e nel giro di qualche mese si comincio' a pensare alla ricostruzione.
Era finito anche il periodo piu' bello della storia del Siena, quello che ci vide raggiungere alte vette nel calcio nazionale e che ci vide sfiorare la serie A.
In tutti noi e' viva la speranza che il nostro undici possa tornare a farci sognare traguardi cosi' prestigiosi. Si stara' a vedere…