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15/11/19 16:18 | Dal Canto: Cura al dettaglio, precisione e coraggio, la Robur sta crescendo

Questione di dettagli: l’allenatore bianconero Alessandro Dal Canto, perché la sua Robur continui nel proprio processo di crescita, ma con il conforto dei risultati, sta valutando di cambiarle vestito. Ora la vede pronta e vuole darle coraggio. Pioggia permettendo.

CAMBIAMENTI A GORGONZOLA? “Non lo so, valuterò in queste ultime ore. Bisogna vedere gli effettivi a disposizione e soprattutto che tipo di terreno troveremo. Lì la situazione è peggiore anche che qua. Può darsi che ci sia qualche novità, oppure potrei continuare con lo stesso sistema. Ci può stare qualcosina cambi anche negli interpreti come che mi affidi a un modulo che non avete mai ‘visto’. Lombardo? Sì, può giocare dal primo minuto anche se non ha ancora 90 minuti sulle gambe. Ma prima bisogna vedere come giocheremo. Poi quanto può essere efficace nel ruolo in cui dovrebbe agire. Sinceramente in questa partita il campo potrebbe condizionare ogni mia scelta, perché se il terreno fa schifo una squadra molto tecnica ne risentirebbe. Guberti, D’Auria, Serrotti, Cesarini stesso sono tutti giocatori che amano raccordare, ma si può pure trovare un sistema per alzare qualitativamente gli intepreti e avere meno ruoli definiti. Poi magari non succede, ma la nostra squadra più va per la via tecnica meglio è. Questo è poco ma sicuro. Quando ho cambiato l’ho fatto perché la squadra non era pronta. Oggi lo è”.

GUBERTI HA CHIESTO MAGGIORE PERSONALITA’. “Siamo la settima difesa e il sesto attacco del girone: la posizione di classifica rispetta quello che abbiamo prodotto. Dopo 14 partite di campionato e 3 di Coppa la squadra è questa non vedo meriti o demeriti particolari su quello che abbiamo fatto. La squadra ha evidenziato che non concede tantissimo agli avversari, ma quello che concede è sufficiente perché venga punita. Di contro invece produce una marea di situazioni per fare gol e ne trasforma l’indispensabile. Non so se questo passa dalla minore o dalla maggiore personalità che uno butta in campo, può anche essere che quella che buttano in campo i ragazzi sia quella che hanno. Se un giocatore come Stefano dice che ci vuol personalità è perché ne ha a dismisura. È perché quando entra in campo non gli trema mai il piede. Altrimenti non avrebbe giocato ad alti livelli al di là della sue qualità tecniche. Ma non è detto che tutti gli altri riescano a standardizzarsi su quella linea perché ognuno è fatto a modo proprio. Noi abbiamo giocato quasi tutte le partite con quattro under e le squadre che negli anni sono andate per la maggiore, non ne hanno schierati tanti. Ci sta che nell’economia totale di quello che produci possa influire. Abbiamo preso Oukhadda che ha fatto 25 partite nell’Albissola, piuttosto che Setola che era nel Fano. Migliorelli l’anno scorso non ha mai giocato. A giocatori così va dato il tempo di calarsi in una realtà come questa”.

SERVE PIU’ CORAGGIO NELLA GIOCATA? “Abbiamo giocato spesso a cinque dove i quinti sono stati per lo più Migliorelli e Oukhadda che non hanno l’uno contro uno. Se mettessi Guberti a fare il quinto salterebbe sempre l’uomo, ma il campo è lungo 110 metri e un conto è giocare come abbiamo fatto negli ultimi 35 minuti con il Gozzano negli ultimi 25 metri della squadra avversaria, un conto è farlo per 90 minuti. Noi abbiamo giocato a rombo all’inizio e alla fine la situazione era la stessa di adesso: producevamo tanto ma alla prima occasione subivamo. Abbiamo fatto passi avanti giganteschi sotto tanti profili e dentro il miglioramento c’è anche la qualità del singolo giocatore”.
 

DOVE INTERVENIRE. "Allora, magari, non è nella personalità che dobbiamo cercare il miglioramento. Martedì alla ripresa ho puntato l’attenzione sul migliorare i particolari, nel senso che se produciamo tante palle gol e ne trasformiamo in numero esiguo, dobbiamo essere più precisi. Domenica abbiamo fatto 27 tiri in porta, mettiamo che ne fossero pericolosi meno della metà: sarebbero comunque tantissimi. Eppure abbiamo fatto gol al 90’ con una mezza giocata di D’Auria. Per quello che subiamo, se concediamo agli avversari quello che gli altri concedono a noi, prendiamo pure un’imbarcata. Oggi non abbiamo avuto il merito di erigerci sopra le altre: dobbiamo continuare a evolvere il nostro cammino, a migliorare quello che possiamo”.

MARGINI DI MIGLIORAMENTO. “In percentuale non saprei dire quanti ne abbiamo, ma la mia speranza è che la squadra continui in questo processo. Con i risultati sarebbe più facile, ma nel nostro caso stanno arrivando a fasi alterne perché vuol dire che qualche difetto ce l’abbiamo. Dodici gol presi su 14 partite non sono un’enormità, ma se vogliamo rimanere su, le occasioni che produciamo dobbiamo tramutarle in gol per forza. Magari non tutte, ma qualcuna che ci faccia vincere di più”.

SERVE UN ATTACCANTE A GENNAIO? “Con il direttore, il presidente e il vice presidente mi sento ogni cinque minuti. A oggi siamo contenti di quello che abbiamo. Bisogna vedere che messaggio passa fuori: quando vi dico che il Monza a mio parere a fine febbraio ha vinto il campionato, non lo dico per deresponsabilizzare me o la società o i giocatori. Facciamo finta abbia fatto solo il giocatore e non alleni. Da ex giocatore dico che il Monza si è potuto permettere di comprare il capocannoniere dell’anno scorso in alternativa agli attaccanti che ha. Già questo è sintomatico. Il Monza ha una squadra forte, la mentalità giusta, giocatori che hanno temperamento. Sono una squadra che in serie C non esisterà mai più. Quindi noi e le altre che gli sono dietro, lottiamo per un posto migliore ai play off. Di là poi troveremo il Bari, la Reggina, il Vicenza, il Padova, la Triestina, il Teramo, il Catanzaro… che hanno speso soldi pesanti. Non è che il fatturato, ora faccio come Sarri al Napoli, fa vincere le partite, ma fa comprare giocatori di alta qualità. Oggila squadra esprime quello che è, ma mi aspetto che cresca per stare in posizioni nobili, perché una posizione nobile alla fine del campionato può portare dei vantaggi anche a dispetto della squadra che eventualmente si andrà ad affrontare. L’anno scorso il Pisa ha finito decimo a Natale ed è arrivato terzo alla fine del campionato: sono i giocatori di alta qualità che possono spostare gli equilibri. Io alla mia squadra non posso rimproverare nulla. Adesso capisce anche le situazioni. Vediamo di fare del nostro meglio senza pretendere quello che non si può pretendere”. (Angela Gorellini)


Fonte: Fol