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18/10/19 16:36 | Dal Canto: Equilibrio, attenzione e giocatori, ecco come si vince

“Come tutte le partite contro questo tipo di squadre, ogni volta all’ultima spiaggia, anche quella di Crema sarà una sfida pericolosa. Loro ci metteranno quel qualcosa in più dal punto di vista emotivo. Noi dovremo fare la nostra gara, poi vediamo quello che viene fuori”. Presenta così, l’allenatore bianconero Alessandro Dal Canto Pergolettese-Siena.  

CASA/TRASFERTA. “Prima la coperta era corta da un lato anche se continuo a credere che se avessimo insistito con il 4-3-1-2 avremmo trovato anche in quel modo una quadra: i gol presi non sono mai stati il frutto di strafalcioni di reparto. Con l’Olbia perdiamo per due palle ferme, domenica con Arezzo, e giocavamo con il 3-5-2, lo facciamo nella stessa maniera. C’è da fare poi un distinguo: in casa non andiamo mai in vantaggio, in trasferta lo facciamo al primo acuto e la partita diventa sulla falsariga su quello che vogliamo fare. E poi c’è da dire che in casa non riusciamo a trovare mai l’episodio a favore, un po’ per demerito nostro, ma non solo”.

L’ATTEGGIAMENTO. “Come mai non ne teniamo uno più offensivo sia a livello di sistema che di uomini? Quando una squadra trova il suo modo di essere c’è da capire quanto l’episodio di cui parlavo prima la condizioni. Un esempio: in casa con la Pistoiese abbiamo fatto molto meglio nel primo tempo che nel secondo, pur, con il fatto di aver ribaltato due gol, l’impressione sia stata diversa, ovvero che il cambio di modulo sa stato decisivo. In realtà nel primo tempo abbiamo costruito di più, sei-sette situazioni. Questo non significa che non possa schierare giocatori offensivi o più giocatori offensivi dall’inizio, ma è relativo. Altro esempio: l’Arezzo domenica lo ha fatto, ma il possesso palla lo abbiamo avuto al 70 per cento noi. Tutto dipende dall’atteggiamento”.

IL CAMPIONATO E IL 3-5-2. “A differenza degli anni scorsi, questo campionato ha una caratteristica clamorosa: la passata stagione dieci squadre hanno provato a vincere giocando. Quest’anno 12 su 20 giocano con il 3-5-2 ed è un problema grosso. La prima preoccupazione è non prendere gol e allora trovi squadre che si difendono 5 più 3 al limite dell’area loro. Poi c’è anche il rovescio della medaglia: noi partiamo con un atteggiamento spregiudicato, come facciamo quando dobbiamo recuperare. E se prendiamo gol? Più di quello non possiamo fare. Tra poco rientreranno Guberti e Campagnacci, mentre D’Aria è cresciuto: con giocatori di maggiore qualità, pur mantenendo la difesa a 3, possiamo anche pensare a cambiare sistema. Ma resto dell’idea che il calcio sia equilibrio. Se tra casa e fuori ci fosse un disequilibrio grosso nelle prestazioni e nelle occasioni allora sì, direi che c’è un problema; ma siccome più o meno le partite sono le stesse… Oggi, rispetto alla prima gara in cui la squadra si è messa a tre è tornata a tentare di comandare partite, a fare un buon paleggio. Io non sono un amante del possesso palla, io credo che deve essere un’arma per arrivare alla conclusione. Per il tipo di squadra che siamo”.

ANCORA SUL 3-5-2: IL PERCHE’. “Quando si affrontano squadre con il modulo uguale viene fuori una partitaccia. Il 3-5-2 contro il 3-5-2 fa schifo, è inguardabile. Noi giochiamo così perché i difensori centrali sono tutti bravi, io mi sento in una botte di ferro. E perché un trequartista vero e proprio non c’è. Non voglio Platini, ma un trequartista che corre. I giocatori offensivi devono correre. Se un trequartista deve correre come una punta, con l’indolenza della punta, no, non mi va bene. Se un giocatore lo fa con veemenza, forza e spirito di sacrifico allora sì. Un terzino destro di ruolo non ce l’abbiamo: Romagnoli non è un terzino destro, Oukhadda non è un terzino destro, Setola non è un terzino destro. Ho un buco in quella posizione. Esterno offensivi da quattro non ce ne ho uno: ci metto D’Auria perché a 25 minuti dalla fine, se fa tre rientri di meno, e vale anche per Guberti, non mi sposta niente perché la partita è rotta. Ma se la partita mi sta in equilibrio… Valente, Caccavello, Bentivegna, questi sono esterni che possono giocare a quattro. Noi non abbiamo costruito la squadra per giocare a quattro E allora dobbiamo trovare un equilibrio che ci consenta di fare una partita tosta e ogni tanto osare. E a volte non siamo perfettissimi nemmeno nel 3-5-2, a centrocampo: Arrigoni, Vassallo e Gerli sono centrocampisti di palleggio. In fase offensiva chi ci va? Può farlo Da Silva. Ma ha giocato con la Pro Patria e abbiamo perso”.


NEL CALCIO SERVONO EQUILBRIO E… GIOCTORI. “Il calcio passa per i giocatori e io devo trovare l’equilibrio giusto. Non è che l’allenatore dà cinque linee di passaggio alla squadra e questa diventa uno squadrone. Non funziona così. Funziona che una squadra deve essere estremamente organizzata, avere un’idea di quello che fa e poi ci devono essere i giocatori. Io non posso inventare un dribbling, non posso inventare una giocata o un tiro all’incrocio. Serve che quando capita la situazione oltre a quello che gli dice l’allenatore un giocatore ci metta anche la sua qualità. Come Cesarini a Lecco, per capirci. Il calcio non è: ‘Prendiamo Mourinho e lo mettiamo nel Siena e il Siena vince lo scudetto’. Va che il Siena deve comprare i giocatori e poi magari ci mette anche Mourinho per completare l’opera. Così dobbiamo tentare di ottenere il massimo da quelle che sono le nostre caratteristiche. Io devo preoccuparmi di tirare fuori quelle migliori dai ragazzi”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fol