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14/10/19 13:12 | L'analisi tecnica di Siena-Arezzo a cura di Francesco Guidarelli

Non riesce a vincere la Robur a Siena ma evita all’ultimo tuffo una sconfitta beffarda che avrebbe potuto lasciare scorie pesanti nella squadra. 

Sembra un destino inevitabile quello di andare sempre in svantaggio ma bisogna riconoscere che riagguantare il pari al termine della partita significa grande forza di volontà nel perseguire l’unico obiettivo che conta, specialmente quando sul piano del gioco non viene espresso un granché. 

L’assalto finale è stato vigoroso e nonostante le barricate alzate dagli aretini la palla è entrata in rete per l’iniziativa degli ultimi entrati (D’Auria e Guidone), dando ragione al pensiero di dal Canto nel conferire peso all’attacco bianconero.

La squadra è scesa in campo con la stessa formazione vincente sette giorni prima, confidando sulla stabilità dimostrata a Gorgonzola e nella speranza di crescere ulteriormente nell’inventiva dei propri interpreti ma gli avversari non sono gli stessi e, trattandosi di un derby, lo scenario si è subito rivelato diverso.

L’Arezzo, pur con lo stesso modulo della Robur, ha creato una grande barriera nella propria trequarti, con continui arretramenti dei propri esterni a formare una linea difensiva a cinque ed i tre centrocampisti a presidiare la zona centrale per non lasciare spazi alla manovra senese.

Gioco forza la Robur ha dovuto iniziare un giro palla con i propri difensori in attesa di liberare varchi sulle fasce ma senza ottenere gli effetti sperati, in questo non siamo bravi, la palla viaggia troppo lentamente e risulta difficile mettere in moto gli esterni.

Oukhadda ha ricevuto quasi sempre la palla da fermo con prevalente restituzione del pallone all’indietro, mai un affondo nell’uno contro uno, dall’altra parte siamo andati meglio grazie alla dinamicità di Serrotti ed alle iniziative di Cesarini che hanno liberato più volte Migliorelli per il cross ma i traversoni sono risultati purtroppo fuori misura, troppo lunghi o troppo corti.

Il predominio territoriale della Robur non ha così prodotto azioni pericolose, non c’era spazio per servire in profondità Polidori ed i tentativi di conclusione dalla distanza sono finiti in tribuna; una solo conclusione nello specchio della porta, quasi sul finire del tempo, ad opera di Serrotti in percussione centrale, troppo poco.

L’Arezzo ci ha impensierito alcune volte sempre allo stesso modo, Rolando, l’esterno destro, si é più volte liberato nell’uno contro uno oppure ha duettato con Cutolo rimettendo pericolosamente la palla a centro area, la difesa senese però non si è fatta cogliere impreparata ed ha potuto ribattere.

I derby sono così, scorbutici, nervosi e quindi difficili, l’Arezzo ha curato particolarmente Gerli riservandogli una marcatura continua e molto fallosa, il nostro regista si è dato molto da fare ma dai suoi piedi non sono arrivati i soliti passaggi misurati, stesso trattamento per Cesarini il quale ha cercato insistentemente di liberarsi degli avversari ottenendo molte punizioni e procurando un paio di ammonizioni ma tutte abbastanza lontane dalla porta.

Nella ripresa ci si aspetta un cambio nei ritmi di gioco invece la Robur appare addormentata e come sempre accade in queste partite, con l’abbassarsi della tensione arriva l’errore senza il quale non ci sarebbe mai un gol: da una punizione sulla trequarti gestita con una manfrina studiata a tavolino, la nostra difesa si fa trovare impreparata e gli amaranto infilano di testa la palla nell’angolino destro di Confente.

Si invoca il fuorigioco, e forse c’era, ma di fatto non ci abbiamo capito niente: tutti a guardare la palla e nessuno che controlla il diretto avversario, una delle poche sbavature difensive senesi ma quanto basta per compromettere il risultato.

La Robur non si scuote e quindi Dal Canto corre ai ripari ridisegnando lo schieramento per dare peso in avanti: dentro D’Auria, Guidone e Setola fuori Buschiazzo, Polidori e Arrigoni.

Arriva il pareggio di Cesarini ben imbeccato da D’Auria ma il guardalinee segnala fuorigioco.

Ci pare ancora un errore a svantaggio del Siena ma non possiamo farci niente senza il supporto della tecnologia presente ad altri livelli; la partita comunque ha abbandonato la chiave tattica di partenza, i bianconeri in avanti (entra anche Ortolini per Oukhadda) e gli amaranto in difesa.

Troppi falli e perdite di tempo molto vistose indispettiscono l’arbitro che assume un diverso metro di giudizio sugli episodi che si verificano sul terreno di gioco: espulsioni ed ammonizioni con ampio tempo di recupero che gli aretini forse non si aspettavano ma la responsabilità e tutta loro!

Sta per finire quando Guidone corona il sogno di tutti noi gonfiando la rete con un preciso colpo di testa su cross di D’Auria, un’autentica liberazione!

Come con la Pistoiese la Robur salva la pelle all’ultimo tuffo (quanta fatica!) e consegue il quarto risultato senza sconfitte, otto punti e tutti guadagnati con merito.

E’ ovvio il rammarico per come vanno le cose quando la Robur gioca in casa ma le partite sono queste; chi viene a Siena si atteggia così, cercando di mettere a frutto le circostanze favorevoli che i nostri errori generano.

Dispiace che tra gli undici che scendono in campo c’è sempre qualcuno che rende meno degli altri, ci sarebbe bisogno di maggiore omogeneità nell’apporto dei singoli, invece assistiamo a prestazioni alterne che non consentono di sviluppare appieno il “progetto squadra”.

Ieri abbiamo subito troppo sul fianco difensivo sinistro ed anche su quello offensivo destro rimediato con l’ingresso di D’Auria, lo squilibrio così evidente che si determina non consente alla squadra di esprimersi come potrebbe ed offre il fianco agli avversari.

Altra necessità è quella di comunicare maggiormente tra i difensori in modo da acquisire sintonia e sincronismo nei movimenti, ci vuole uno che comandi dal campo il reparto ma leader si nasce!

Fonte: FOL