“Deriva di illegalità” il campionato fa paura

Obiettivo, ambizioso: riportare la "gente negli stadi". Come? Con il "rispetto delle regole". Lo scrive, a chiare lettere, l'Osservatorio del Viminale nella prima riunione della stagione 2013-'14, tenutasi il 31 luglio. Ma la situazione intorno agli stadi è preoccupante perché già "in passato" l'Osservatorio aveva "sottolineato i rischi connessi ad una deriva di illegalità, alimentata non solo da tifosi ma anche da addetti ai lavori che dovrebbero, invece, essere veri e propri testimonial di legalità". Un attacco, duro, a tutto il mondo del pallone. "L'avvio della stagione sportiva – è sottolineato nella nota – ha purtroppo riconfermato tali timori: episodi di intolleranza, espressioni di odio nei confronti di altre tifoserie, atti di vandalismo al di fuori degli stadi, rapporti non chiari tra alcune frange ultras ed i club di appartenenza, stadi che faticano ad adeguarsi alle norme vigenti". Il carrarmato di Bergamo, gli strascichi della finale di Coppa Italia (e il derby di settembre già incombe…), incidenti intorno agli stadi con i primi Daspo (15 tifosi del Catania, 15 della Reggiana, ecc.), rapporti proibiti fra violenti e steward.

Ma – spiegano dall'Osservatorio – "non sarà abbandonata la strategia del rigore con provvedimenti che possono servire a correggere strumentalizzazioni ed impedire che i beceri comportamenti di alcuni possano pregiudicare la passione di molti". Ma i club dovranno fare la loro parte e il "rispetto delle regole deve ovviamente investire anche i calciatori i quali devono essere tutelati da espressioni offensive o discriminatorie ma devono anche mantenere senso della misura ed equilibrio". Le nuove norme anti-razzismo prevedono misure severe: il giudice sportivo può, anzi deve, chiudere le curve (a meno di esimenti) e squalificare per almeno 10 turni i calciatori colpevoli di razzismo (già successo, in serie D). Ma c'è un altro problema da risolvere: l'Osservatorio "preso atto di gravi comportamenti di una significativa parte della tifoserie romanista che ha aderito alla "away card" – peraltro pienamente corrispondente alle regole del programma "tessera del tifoso" – ha invitato il questore di Livorno (Marcello Cardona, ex arbitro di serie A, ndr) a far valutare in sede di GOS la sospensione dell'utilizzo della predetta "away card" riservando dunque la trasferta ai soli possessori dell'AS Roma Privilege". Per la prima di campionato, quindi, in trasferta a Livorno solo i tifosi in possesso della tessera del tifoso. Ma chi ha pagato la "away card" potrebbe rivolgersi al Tar. Adesso "insieme con la Lega ed il club saranno individuate misure organizzative finalizzate ad un nuovo utilizzo della "away card" – già dalle trasferte successive a quella di Livorno – nel rispetto delle norme e, soprattutto, degli altri tifosi (per bene, ndr)". L'iniziativa della Roma-voluta dall'ex dg Baldini e da Fenucci-forse è stata pubblicizzata male, c'è stato qualche problema (anche se alcune posizioni dei tifosi devono essere ancora valutate) e adesso i rapporti fra Osservatorio e il club si sono fortemente raffreddati. Peccato, l'idea era buona. Ma il problema delle trasferte rimane irrisolto, e sono ben pochi ormai i tifosi che seguono la loro squadra fuori casa.

Fonte: Repubblica.it