DERBY DI ROMA 4 TIFOSI ACCOLTELLATI

Buoni o cattivi? Se lo chiedeva pure Vasco Rossi. Ultrà sempre in servizio: per arginarli basta «il buon senso, che non esaspera gli animi» o serve «un’impresa, che in queste condizioni la sicurezza negli stadi è ingestibile?».
ESAGERATI A pochi istanti dall’inizio del match, il Prefetto di Roma Achille Serra si concede ai microfoni di Sky. Gli dicono che da un paio d’ore nei dintorni dell’Olimpico ci sono scontri, accoltellamenti, aggressioni alla polizia, lancio di bombe carta e lacrimogeni. A quell’ora, poi, le forze dell’ordine hanno già sequestrato ai romanisti (in zona Ponte Duca d’Aosta) bastoni con chiodi da dieci centimetri infilzati, cartelli stradali da utilizzare come scudi, coltelli, catene con grandi lucchetti e un estintore. Un bell’equipaggiamento. Ma non è il caso di esagerare. «Non dovete alzare i toni — si raccomanda Serra —, evitate di enfatizzare, che tutto si è tranquillizzato. Ci vuole il buon senso, che non esaspera gli animi e non viola le leggi, come per gli striscioni». Che non si vedono, nemmeno uno, non era mai capitato. Quelli dei gruppi o sono capovolti (in curva Nord) o sono stati rimossi (in Sud): è la trasversale solidarietà ai quattro Irriducibili in carcere. Sarà per lo stesso motivo che il tifo per tutta la partita è moscio.
COLTELLI A SPICCHI «In futuro negli stadi ci saranno gli steward al posto dei poliziotti — annuncia il Prefetto —. Adesso sono pochi e non sono preparati». «Come i tifosi», gli suggeriscono dallo studio. «Ma io sono ottimista e speriamo che sia un bel derby». Potevano fare di meglio (o peggio?). Il bilancio finale è grave, non gravissimo: oltre alle armi sequestrate, ci sono quattro poliziotti feriti e altrettanti tifosi accoltellati, tre laziali e un inglese. Hanno «osato» invadere lo spazio giallorosso con una maglietta del Manchester. Se la sono cavata con ferite giudicate guaribili in 10-15 giorni. Però in futuro «le curve dell’Olimpico verranno divise in spicchi — conclude Serra — con tanti steward e telecamere». Speriamo bene. (Alessandro Catalano)

fonte: la Gazzetta dello Sport