Depistolario _ Atto III di Jacopo Rossi

Ciao caro amico,

hai visto come gliele abbiamo suonate allo Scandicci? Mi dici di no? Io nemmeno. Un parente dei biancoblu (vai per esclusione, vai) era contagioso. Non s’è giocato. Giusto. Del resto mio cuggino una volta ha giocato col nipote di uno che viveva accanto a un altro che faceva il tintore e aveva la peste nera (quella del 1348, mio cuggino ha una certa) e niente, mio cuggino una volta è morto. Ma il tampone era negativo, quindi bene. Talmente negativo che lui è restato positivo, troppo positivo, talmente positivo che l’hanno intubato e non gliene fregava un tubo. E poi l’ha presa nel tubo, difatti.

Ecco, caro amico mio, nel tubo st’anno non ce lo vorrei mica prendere. Ma non per altro, è che ormai presidenti, banche, cessioni e scandali c’hanno fatto un tubo come un gasdotto. 

Che infatti poteva comprarci un russo, ma tant’è. Io prendo anche gli armeni, più che altro perché puoi farci un sacco di giochi di parole.

Vorrei vedere anche un paio di giochi in campo, questo sì, ma non dipende da me, da te, dal Gila (diocomeloodiavo), dal Presidentorkyan, da niuno.

È tutto culo, tampone e culo, culo e tampone, tampone nel culo. Comunque, si diceva, caro amico, è tutta questione di culo.

Oggi è mercoledì, giorno di mercato, se lo fanno ancora. Io non lo so, che in centro non ci vado quasi più, penso anche perché non abito più a Siena da tipo otto anni. Dici è per quello? Forse è per quello. Comunque, non divagare che poi mi pare lo zigozagare, divago, zigozago, dottor divago, dottor Zivago, ossia, come ho imparato ad amare una squadra che fallisce ogni cinqu’anni e a sopravvivere.

Si diceva, è mercoledì: domenica si rigioca in casa. O quasi. Puoi prendere una stanza al Jolly. O sennò ci si trova al barrino. Insomma, si gioca. Col Tiferno Lerchi. Avevi promesso che non ti mettevi a ridere, vigliacco d’un amico.

Col Tiferno Lerchi, insomma. Tiferno. Lerchi. Se è Tiferno poi è l’inferno, Tiferno, Tiferno. Era una mezza citazione di Ambra, hai colto? Non Ambra del mobilificio di provincia, Ambra-Ambra. Allegri Ambra. Eh, sempre Allegri bisogna stare. La fava, perdonami, amico mio.

Siamo in D, che poi boh. C’è una pandemia, campionati che saltano e squadre che sdindellano. D’allegro ci vedo il giusto. Se non il nome dell’avversaria. Tiferno. Tiferno Lerchi. Lerchi. Lurch. Come il maggiordomo. Che poi spero abbiano la stessa mobilità, tra l’altro, che convincere ok, ma io vorrei tanto tipo vincere.

Che poi te lo confesso, ho guardato il wikipedia di Don Matteo e Carabinieri per fare delle battute frizzanti sul Tiferno, e niente: è di Città di Castello, non c’hanno mai girato una sega. Al massimo l’hanno girato intorno.

 

Ciao amico mio, alla prossima. 

Fonte: FOL