Dellafiore:”Dopo Cagliari serviva una sterzata, ora serve continuità”

Paolo, come sta la Robur?

“Stiamo attraversando un buon momento. Dopo la batosta con il Cagliari ci serviva una vittoria e l'abbiamo centrata con il Genoa. Abbiamo dato prova di continuità grazie al pari del Tardini, campo ostico, dove la Roma ha perso e il Milan ha fatto fatica. Abbiamo creato anche i presupposti per battere il Parma, non occasioni limpidissime, ma comunque sfruttabili. Ci è mancato semmai l'ultimo passaggio”.

È l'ultimo passaggio il tallone d'Achille del Siena?

“Abbiamo in squadra giocatori che sono in grado di risolvere la questione. E in settimana lavoriamo proprio per migliorare i difetti. Ogni partita, comunque, ha una sua storia. Non dobbiamo fossilizzarci troppo su certi concetti, dobbiamo rimanere concentrati per affrontare la gara successiva nel migliore dei modi”.

Il Pescara?

“Arrivano dalla brutta sconfitta casalinga con la Juventus, ma hanno già collezionato 11 punti. Una partita storta ci può stare, basti pensare alla nostra con il Cagliari. Non sarà una passeggiata, non lo è mai in questo campionato, ma ci teniamo a far bene contro una nostra diretta concorrente. Vincere significherebbe anche agganciare qualcuno che

ci sta sopra”.Difficile trovare le tre che sulla carta sono più a rischio.

“Diversamente dagli altri anni i diversi club sono abbastanza allineati, distanziati di poco. Bastano due risultati consecutivi che tutto cambia. Per questo serve continuità: lo stesso pareggio con il Palermo, che a qualcuno non è piaciuto, secondo me è un buon punticino guadagnato, alla fine”.

Un parco difensori numericamente e qualitativamente attrezzato quello bianconero…

“Siamo in tanti, è vero, ma il campionato è lungo e sono sicuro che tutti prima o poi avranno il proprio spazio. Di imprevisti ce ne sono, l'importante è farsi trovare pronti quando arriva il momento”.

Come hai fatto tu in Siena-Genoa.

“Sono contento di come è andata, della mia prova, ma soprattutto di quella della squadra. I tre punti erano fondamentali. Anche Contini e Coppola hanno risposto alla chiamata nel migliore dei modi: abbiamo fatto del nostro meglio, ma senza strafare”.

Sulla tua strada anchel'«ostacolo» Neto.

“Luís merita di giocare, i tanti riconoscimenti che gli vengono tributati e anche la nazionale portoghese. Ho un bellissimo rapporto con lui, è giovane e di grande prospettiva. Il posto se l'è giocato dal primo giorno che la società ha deciso di puntare, a ragione, su di lui”.

Con la città e i compagni come va?

“Ho trovato un bel gruppo, bravi ragazzi dai principi sani e seri professionisti. È stato facile inserirmi, anche perché, nonostante la squadra sia stata rinnovata e abbia subito uno scombussolamento con il calcioscommesse, l'ossatura, con i vari Vergassola e Calaiò o gli stessi Vitiello e Terzi, è rimasta bella forte. Siena non la conoscevo, anche se ne avevo sentito parlare. Una città a misura d'uomo che ti permette di lavorare senza troppe pressioni”.

Fuori dal campo chi sei?

“Un ragazzo tranquillo che ama lo sport in generale – dal basket Nba al tennis – e il cinema.
A dire la verità mi mancano un po' i multisala che a Siena non esistono… Mi piace uscire con gli amici. Qua ho legato con Rubin che come me sta da solo, gli altri convivono tutti o sono sposati. A voltesi si unisce Rosina. Spesso andiamo a cena a casa di Calaiò, sua moglie è costretta a cucinare anche per noi, altri figli da sfamare…
Quando posso, torno a Bergamo dai miei e dagli amici di sempre, con i quali non ho mai rotto il legame”.

Titolo di studio?

“Sono ragioniere. Sono partito per diventare perito informatico, ma, causa gli spostamenti per la professione, alla fine ho preso il diploma in una scuola privata”.

L'attaccante, al momento, più forte del campionato italiano?

“L'anno scorso ti avrei detto Ibrahimovic, ora non saprei… Diciamo che tutte le big hanno un potenziale offensivo di alto livello”.

E nel tuo ruolo?

“Barzagli”.

Hai mai detto qualcosa con un fiore?

“Mi è capitato di mandare fiori alle ragazze; sì, sono un romantico…”.

Gesti o parole?

“A parole me la cavo bene, ma sono consapevole che solo i fatti fanno la differenza”.

Sai come mettere il fiore all'occhiello?

“Ci provo sempre, proprio per mettere in pratica ciò che penso e dico…”.

Il fiore all'occhiello della Robur?

“Il gruppo, con la sua dedizione, la sua compattezza, il suo spirito di sacrificio”.

Qualcosa che vuoi dire ai tifosi bianconeri?

“Spero che continuino a starci vicini e a darci una mano come hanno fatto fino a oggi. Anche e soprattutto nei momenti in cui ce ne sarà maggior bisogno. Dobbiamo crederci tutti insieme”. (Angela Gorellini)

Fonte: Il Fedelissimo