Del Grosso: “Il gol a Grosseto? Una gioia condivisa con la città intera. A Siena volevo chiudere la carriera”

Pochi giorni fa ricorreva l’anniversario della sua rete su calcio di punizione (e annessa corsa verso lo spicchio dei sostenitori bianconeri) allo ‘Zecchini’ di Grosseto, che lanciò il Siena verso il ritorno in Serie A: «È stata l’emozione più grande vissuta con la maglia del Siena. Ne ho provate tante ma quella è stata una gioia immensa, che ho potuto condividere con una città intera e per questo me la tengo stretta. Sentivo la pressione del derby e della posizione in classifica, sapevo che cosa avrebbe significato quel giorno una vittoria. In carriera ho sempre segnato poco, ma i gol che ho fatto sono sempre stati decisivi».

Quella marcatura è innegabilmente il momento più significativo della carriera di Cristiano Del Grosso a Siena. Ma il terzino abruzzese, nei suoi cinque anni in bianconero, di soddisfazioni se ne è tolte talmente tante da non poter considerare quella senese come una parentesi qualsiasi: «Di Siena ho solo bei ricordi – racconta Del Grosso a RadioSienaTv, durante la trasmissione Minuto per minuto – fatta eccezione per l’anno della retrocessione, dove fui preso anche di mira per non aver dato quello che si aspettavano i tifosi. Ma ricordo che retrocedemmo con 36 punti, fu una discesa dignitosa. Ce la giocammo fino all’ultimo, rendemmo la vita dura anche all’Inter che non vinse così facilmente. Poi però sono rimasto per dimostrare che non volevo scappare, mi fu rinnovato il contratto perché ci credevo. Abbiamo vinto subito il campionato e poi sono diventato anche l’idolo dei tifosi, e questa per me fu una rivincita».

Come per tanti giocatori transitati da Siena, per Del Grosso quella in bianconero è stata una tappa fondamentale che ha lasciato il segno anche nella sua vita: «Siena per me è stata come una famiglia. Arrivavo al campo sempre per primo perché volevo stare con i magazzinieri e i fisioterapisti. Quando mi fu comunicato di andare via non la presi benissimo, anzi. Io mi vedevo come un Vergassola 2, volevo chiudere la carriera a Siena. Ho ancora ancora un po’ di rammarico per come è andata a finire. Siena non lo meritava, sport e città era un connubio perfetto, a rimetterci sono stati solo i tifosi. Speriamo che dopo questo brutto momento anche Siena rinasca». (J.F.)

Fonte: Fol