DE CEGLIE: TUTTO PER LA JUVE



La Juve ha scelto di puntare su Paolo De Ceglie. Il ragazzo fatto in casa, svezzato nel campiona­to di B post-calciopoli – unico nella gloriosa storia del club bianconero – e mandato a maturare a Sie­na. Paolo è maturato, tanto e bene. E ora aspetta gli eventi. Ben sapendo che il suo è un destino scritto.
Insomma, con questa stagione a Siena De Ceglie si è meritato la Juve?
«Sono contento perché ho vissuto una stagione molto positiva, per me e per il Siena. Ci siamo sal­vati in anticipo e personalmente ho giocato con continuità, che era la cosa più im­portante. La cosa che volevo di più».
La storia con la Juve comincia…
«Avevo dieci anni, il responsabile del settore giovanile era Furino. Io venivo dal Sarre, una squadra di Co­gne.
(Si ferma, un sorriso intristito…)
Già, per fortuna a Cogne c’è anche altro!»
Che effetto fa cominciare con la Juve in B? Impensabile o no?

«Assolutamente sì. Sono cresciuto in questa so­cietà da quando ero bambino, la Juve retrocessa era ed è qualcosa di assolutamente fuori dal comu­ne. Così come posso dire che il pensiero di vestire quella maglia era un sogno. Un sogno che forse si è avverato – bisogna essere onesti – anche perché favorito da quella categoria».
Il bilancio di quella prima esperienza?
«Noi ragazzi del settore giovanile abbiamo dato il nostro contributo con entusiasmo, con la voglia che si può immaginare. Personalmente ho stampa­to in mente il clima di uno spogliatoio incredibile per un ragazzo come me. Tra Del Piero, Buffon, Camoranesi, Trezeguet. Nedved e tutti gli altri, gente che aveva vinto un mondiale e tanti scudet­ti e che ci ha guidato in quella avventura terribile più per loro che per noi, con grande voglia e gran­de motivazione. Un esempio».
Ora De Ceglie troverà un’altra Juve.
«Intanto fatemi dire che sono in comproprietà e che i due club dovranno trovare un accordo».
Diciamo che è praticamente trovato…

«Io troverò un’altra Juve e la Juve troverà un al­tro De Ceglie. Sono orgoglioso di tornare non più da giovane, ma da giocatore che ha vissuto una stagione da protagoni­sta. Io spero di tornare perché è stata fatta una scelta tecnica, e di trovare un progetto di cui potrò fa­re parte a lungo».
Sembra proprio così.
«Allora sono felice».
Di De Ceglie si dice: esterno sini­stro. Ma in difesa o a centrocampo?

«Ho fatto entrambe le cose, mi sento un terzino sinistro. Vorrei maturare ancora e vincere giocan­do in quel ruolo».
Modelli?
« Zambrotta, Maldini, ma con loro non c’entro nulla, per carità».
Ci sarà anche Giovinco alla Juve. E non solo, forse, del vostro gruppo di giovani.

«E’ una cosa bella se le squadre italiane riesco­no a far crescere in casa i propri ragazzi. Per me ci guadagna il nostro calcio».

Tornare?

Spero sia il frutto di una scelta tecnica, sarei orgoglioso di avere un posto da giocatore importante.

Fonte: Corriere dello Sport