Danilo Tosoni: “I tifosi l’arma in più della Robur”

Dieci anni in bianconero , intramezzati solo da una fugace esperienza a Grosseto, dal 1978 al 1988. Danilo Tosoni è stato parte integrante della storia della Robur  e oggi, da tifoso, spinge la squadra verso “la tanto sospirata promozione” e una pronta risalita.

Danilo mancano quattro giornate alla fine e l’obiettivo sembra davvero essere ad un passo.
È vero, siamo sicuramente molto vicini e credo che adesso serva veramente il minimo sforzo per riuscire a vincere il campionato e conquistare la tanto sospirata promozione.

Come andranno vissute queste poche settimane che restano?
Senza dubbio giocare da primi in classifica, e per di più con un tifo come quello che ha la Robur, non può che essere un vantaggio. Andranno vissute con la consapevolezza di esser davanti a tutti, primi in classifica, e pensando che i problemi dovranno avergli altri. Oggi, per quanto banale, non credo che a preoccuparsi dovrebbe essere il Siena primo con quattro punti di vantaggio quanto chi insegue…

Ampliando il discorso, da anni segui i giovani e proprio il settore giovanile dovrà essere un punto fondamentale per il futuro.
Credo, e non dico certo niente di nuovo, che il settore giovanile sia la base di ogni società che vuole fare un certo tipo di calcio e un minimo di programmazione. Di sicuro ci vuole calma e si deve progredire per piccoli passi: Siena, come fatto qualche anno fa, dovrà partire dai ragazzi della zona e creare le basi formare un settore giovanile di un certo tipo, andando col tempo ad integrarlo con ragazzi di fuori per far accrescere la qualità. Ma, come detto, è una cosa che dovrà esser fatta per gradi, pensando anche alla problematica degli spazi che dovrà essere affrontata.

Infine, tornando al campo, una promozione da conquistare anche per i tifosi che sempre sono stati vicini alla squadra.
Come dicevo prima, avere un tifo come quello di Siena non può che essere un fattore positivo: nei mesi scorsi si sentiva dire che la squadra aveva troppa pressione da parte della piazza e ciò poteva portare ad un effetto negativo. Non sono convinto di questo, perché penso che la pressione ce l’ha chi deve salvarsi e non riesce a fare risultati. Chi invece è in testa ed ogni domenica, in casa e fuori, è supportata e spinta da un pubblico così non può che avere un gran vantaggio.

Fonte: Il Fedelissimo