Dallo stupore alla speranza

Non c’è pace, proprio non c’è pace per la nostra amata Robur. Capisco dover “scontare” gli oltre 10 anni felici in serie B e serie A, ma ora sarebbe l’ora di ritrovare un po’ di serenità. Pesavamo di esserci riusciti con la nuova dirigenza, ma ecco la tegola che non ti aspettavi: l’esonero di Gilardino. Per carità, non è successo niente di tragico, gli allenatori vanno e vengono, ma qualche perplessità per una scelta quanto meno strana in questo momento, con il Siena al secondo posto (che potrebbe essere il primo visto le gare da recuperare). Proprio quando la tifoseria sta cercando, seppure con le difficoltà dovute anche alla contingenza della pandemia, di ritrovare armonia, passione e amore verso le vicende bianconere, l’allontanamento di Gilardino non è un bel segnale.

La società ha spiegato la scelta, presa di comune accordo con l’allenatore, e questo ci consola, resta da vedere come reagirà la squadra.

Come detto, gli allenatori passano, la maglia resta e quindi andiamo avanti apprezzando positivamente almeno le dichiarazioni del dopo Gilardino, della società. “la vittoria del campionato è la priorità assoluta” hanno ribadito i dirigenti e questa dichiarazioni è da apprezzare al cento per cento. Sono finiti tempi dei nascondigli, ci piace questo uscire definitivamente allo scoperto dichiarando senza se e senza ma che il Siena in D proprio non ci può stare. Per questo, ha ribadito il vice presidente Bellandi a nome della società, è stato stanziato un budget elevato per la categoria.

Le somme vanno tirate alla fine. Per ora i tifosi apprezzano gli sforzi e la volontà della nuova proprietà, compresa quella per ristrutturare il Franchi, aspettando, magari, qualche rinforzo nel mercato invernale.

La delusione per l’esonero di Gilardino è stata parzialmente alleviata dal fatto di aver affidato le redini del Siena, seppure provvisoriamente, ad una bandiera bianconera come Stefano Argilli assistito da un altro nome che ha fatto la storia del Siena come Gill Voria. Ovviamente la società deve fare le scelte che ritiene più opportune, cercando di mettere alla guida della squadra un elemento d’esperienza nella categoria, per non avere nessun rimorso, ma lasciatemi sognare un po’. Pensare ad un successo finale in campionato con alla guida Argilli e Voria è  bello e romantico.

Avanti tutta, quindi, augurandoci che da qui alla fine non ci sia più spazio per altri colpi d’ala che potrebbero minare la nostra passione che è ancora tanta e vogliosa di esplodere con gioia. Inutile negarlo, a costo di passare per nostalgico o altro: veder giocare (nuovamente) la Robur in D non è il massimo (e non voglio dire altro…). Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo Online