L’attacco di struttura, le mezze ali che spingono e l’abbassamento del play, la linea difensiva a quattro, un gioco propositivo ma anche qualche (normale) scricchiolio dietro. La prima amichevole della Robur ha dato altri spunti, piccoli puzzle per costruire una visione d’insieme per il pubblico – discreta la presenza dei tifosi, con tanto dei ragazzi della curva – e soprattutto per lo staff di Voria.
Che ha scelto ancora il duo Andolfi-Rossetti, supportato da Lipari, con Sabelli e il 2008 Periccioli pronti a inserirsi, lasciando più basso Barbera. L’altra quota di movimento, Parente (2006), si è già calata nel contesto e non avevamo dubbi vista l’annata con Indiani a Livorno nel curriculum. Michielan in porta ha salvato il risultato in un momento di sbilanciamento della squadra, che ha sempre avuto uno spirito costruttivo, anche nel finale quando dopo i tanti cambi sembrava più una sfida tra due Juniores.
In neanche due settimane la Robur ha una certezza: i tre big nuovi rappresentano già una spina dorsale. Cecconi (foto), che ha battuto punizioni e angoli, è stato l’unico a giocare tutti e 90 i minuti, chiudendo anche con la fascia di capitano, accompagnando prima Somma, poi Cavallari e infine, dopo l’infortunio di quest’ultimo, Lapadatovic.
La difesa è rimasta sempre invariata, un punto in più alla linea a 4 rispetto a quella a 3. Come terzini si sono alternati Parente e Guglielmino a destra e Zanoni e Monteverde a sinistra. E l’altro esterno, Tittocchia? Ha preso il posto di Rossetti e si è messo nel centrocampo-trequarti, nel segno della continua sperimentazione del calcio fluido di Voria.
Sono rimasti a bordo campo, a scopo precauzionale, Ciofi, Conti, Mastalli e Nardi. Ad osservare i compagni, con una punta di invidia, Valerio Loconte, che a breve inizierà la fase riabilitativa con la speranza di rientrare a dicembre. Non impiegato, oltre al terzo portiere Palazzi, il 2007 Rogani; difficile una sua permanenza in rosa. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
