DALLA SALA STAMPA: MALESANI

 

Alberto Malesani: “Con la partita di oggi abbiamo dato dignità al nostro campionato. L’Inter ha vinto, ma se l’è sudata, s’è guadagnato la vittoria. Potevamo anche pareggiare, se avessimo sfruttato la loro tensione. Loro hanno vinto grazie alla giocata di un grande giocatori, alla fine sono i campioni che fanno la differenza: solo lui poteva infilzarci. Ho sostituito Cribari perché non ci vedeva bene, Maccarone perché si è infortunato. E’ stata una delle nostre migliori gare, in linea a quelle che abbiamo giocato da quando siamo diventati una squadra. In questo periodo non ho parlato perché se parlo penso quello che dico o altrimenti sto zitto. Qua era diventata una commedia dove ognuno faceva la sua parte e non mi andava bene. Ho fatto tutto quello che potevo, che era nel mio dna, e per poco non abbiamo sfiorato il miracolo. Ci è mancato il salto di qualità, ma abbiamo lavorato sodo, duramente. Ora il mio lavoro è finito, per quanto riguarda una mia possibile conferma le domande vanno rivolte alla società. Non ci penso, ma sono commosso perché è stato bello uscire tra gli applausi di una tifoseria retrocessa. Certe cose succedono solo in Inghilterra. Siena anche oggi ha dato prova della sua civiltà. La gente ha capito quanto questa squadra ci abbia provato. Rimarrò sempre grato a Siena. Sono sicuro che con le qualità di Giorgio Perinetti, un grande acquisto, e la motivazione di Mezzaroma, la Robur riuscirà a risalire subito. Indipendentemente da chi sarà seduto in panchina. E’ stato intrapreso un lavoro, basta saperlo portare avanti. Il Siena ha la possibilità di ripartire alla grande. Non abbiate paura, siete nelle mani giuste per risalire. Mi sento anche di ringraziare la stampa perché nonostante la retrocessione ho ricevuto più complimenti quest’anno che quando ho Mourinho? Bisogna stare attenti quando si parla di lui, perché è sempre rischioso. Dico che no, non ha cambiato il calcio, ma che ha la grande qualità di saper motivare i suoi giocatori. Una dote importantissima nel mondo attuale del calcio. Individualista, molto diverso a quello dove ho iniziato, vincendo, io venti anni fa. E sono anche sicuro che da grande studioso qual è, anche lui abbia imparato tanto dai nostri grandi allenatori italiani”. (Angela Gorellini)