Dalla rimonta di Arezzo alla beffa playoff: il 2019 della Robur (prima parte)

Il 2019 sta per essere consegnato agli archivi ma difficilmente sarà ricordato dai tifosi bianconeri come un anno indimenticabile. Dodici mesi caratterizzati da tanti alti e bassi, in cui è sempre mancata la forza per salire quel gradino che consentisse di recitare un ruolo di primo piano, che si lasciano appresso una sensazione di incompiutezza alla quale nessuno vorrebbe abituarsi.

L’anno inizia con il pareggio in casa di un Pisa trasformato dopo il calciomercato: all’Arena i bianconeri soffrono ma portano a casa un punto importante. Una ventina di giorni dopo ecco l’apice di tutto il 2019, il momento che tutti i tifosi ricordano con più entusiasmo. Il 27 Febbraio, nel sentitissimo derby contro l’Arezzo – allora allenato da Dal Canto – la Robur compie una storica rimonta recuperando uno svantaggio di tre reti in soli sette minuti, a cavallo tra l’85esimo e il 92esimo, dopo essere stata praticamente annichilita per tutto il resto dell’incontro. L’onda lunga della remuntada andata in scena al ‘Città di Arezzo’ va avanti per qualche altra giornata, fino all’infausta sconfitta casalinga contro la Pistoiese (2-3) che pone fine ad una serie di tredici risultati utili consecutivi per la squadra di Mignani. Non solo, la gara contro gli arancioni si porterà dietro numerosi strascichi, acuiti dalle polemiche post-partita che costeranno una lunga squalifica ad Anna Durio e a Federico Trani.

Malgrado questo i bianconeri riescono a mantenere un buon passo vincendo sempre in casa (con Gozzano, Lucchese e Olbia) e pareggiando fuori (nei big-match con Pro Vercelli e Virtus Entella). Tuttavia, le due pesanti debacle contro Arzachena al ‘Franchi’ e Albissola a Chiavari spengono definitivamente la fiammella della speranza, per cui neanche le belle affermazioni contro Carrarese e Piacenza (quest’ultima costerà la promozione in B ai biancorossi) consentono di arrivare oltre la sesta posizione. La Robur si presenta quindi ai playoff con tanta voglia di stupire, ma il 12 Maggio la stagione finisce per mano del Novara: i bianconeri si arrendono alla rete di Cacia terminando anzitempo l’avventura nella post-season, unica compagine tra quelle aventi due risultati su tre a disposizione ad uscire al primo turno. Otto giorni dopo arriverà l’ufficialità della separazione tra Michele Mignani e la Robur, a sancire la fine di un rapporto che durava da due anni tra l’ex capitano e la società bianconera. A stretto giro di posta calerà il sipario anche sull’avventura del diesse Giovanni Dolci: il posto vacante lasciato dal dirigente carrarino, presente sin dall’insediamento a Siena della famiglia Durio-Trani, viene occupato da Davide Vaira, suo collaboratore nelle precedenti tre annate. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol