Dal mercato una squadra diversa, la parola al campo

La rivoluzione era stata dichiarata e così è stato. Venti movimenti di mercato a gennaio, tra uscite e entrate se non è un record poco ci manca, con il tempo si vedrà se la nuova rosa porterà quei benefici che tutti ci auguriamo. Giudicare il mercato del Siena a poche ore dal gong di chiusura è impossibile e sicuramente avventato, sia per chi vede il bicchiere mezzo pieno che per chi lo vede mezzo vuoto. E’ ancora vivo in tutti l’entusiasmo nato dopo la presentazione della squadra e i primi risultati, nessuno avrebbe mai pensato di andare incontro ad uno dei periodi più bui, in termini di risultati, della nostra storia. Anche allora tanti nomi importanti, poi il campo ha ampiamente dimostrato che il curriculum spesso serve a poco. La bruciatura patita in estate deve servire da monito e invitare alla prudenza nel giudizio. Siamo tutti sulla stessa barca, il bene comune si chiama Robur, la società ha fatto le sue scelte e non possiamo che sperare che siano quelle giuste. Non si discute il valore dei giocatori arrivati, molti dei quali nomi importanti, l’unico punto interrogativo è legato al fatto che la maggior parte, per non dire tutti, sono assenti dai campi di calcio da molti mesi. Ecco, questo è l’unico dubbio che ci assale e che solo il tempo scioglierà. Padalino e il suo staff avranno il loro bel daffare, ma non avranno tanto tempo a disposizione perché il campionato incalza e gli appuntamenti che ci aspettano sono troppo importanti e ravvicinati. La nostra prudenza nel giudizio non è scetticismo, tutt’altro, è solo dettata dal fatto che nel calcio esiste un solo metro di giudizio: i risultati. Inizia oggi un nuovo corso, con tanti nomi nuovi, ma con al comando, finalmente, un allenatore che sta dimostrando di conoscere il proprio mestiere. Abbandonati amaramente i sogni di gloria, dobbiamo tuffarci nella realtà, non alla ricerca di miracoli, ma di una banale normalità che nel calcio vuol dire vittorie o sconfitte, ma sempre a testa alta. (NN)

Fonte: FOL