Dal Franchi: Stefano Antonelli

Stefano Antonelli: “I primi cinque minuti sono stati da incubo, la prima mezz'ora del primo tempo di preoccupazione. Ma abbiamo giocato una ripresa importantissima. Vorrei dire che quella di Zé Eduardo è stata una simulazione. In realtà era un rigore colossale. Dico sempre che l'errore ci può stare, non mi piace parlare degli arbitri. Ma questo rigore negato pesa tanto, per noi che dobbiamo raccogliere briciole ovunque. Non vorrei che qualcuno ci facesse passare da vittime predestinate. Perché non lo siamo assolutamente né dentro, né fuori dal campo. Abbiamo giocato tre partite molto simili, con un primo tempo bloccato dal quale poi siamo sempre usciti benissimo. Oggi abbiamo preso due gol dettati da due sbagli macroscopici che in un altro momento della partita non avremmo commesso mai. Dobbiamo stare più attenti all'inizio, ma il mister e i ragazzi ci stanno lavorando tanto. Purtroppo mi dispiace che ci abbiamo negato questo rigore clamoroso. Avremmo potuto segnarlo come no, ma Domizzi sarebbe stato espulso e in 11 contro 9 con un quarto d'ora alla fine chissà come sarebbe andata. Chiedo onestà nei nostri confronti, ripeto non siamo vittime e lo dimostreremo. Credo che De Marco abbia avuto un piccolo preconcetto nei confronti di Zé Eduardo, una simulazione preconcetta, perché non ha avuto neanche il tempo di capire. Ci sono due arbitri di gara, due segnalinee, un arbitro e un quarto uomo. Quanti ne dobbiamo mettere? Ripartiamo dal secondo tempo di oggi per affrontare al meglio la difficile trasferta in casa dell'Inter. Una grande partita di Neto? E' arrivato e ha giocato subito. Sta crescendo, aveva bisogno di capire il linguaggio e la nuova realtà, le indicazioni del mister. Ma come a lui faccio i complimenti anche a Rodriguez che, alla sua prima apparizione, si è messo lì, ci ha dato grande mano. Anche a livello dialettico, in una lingua non sua, ha cercato di spronare i compagni dall'inizio alla fine. Dopo un secondo tempo così, mi sento di fare i complimenti a tutti, tutti, tutti. Peccato, perché i ragazzi meritavano qualcosina di più. Campos Toro? Come è successo a Ribair i tempi sono più lunghi, perché è extracomunitario. Ultimato il tesseramento in Italia deve prendere fisicamente il permesso di soggiorno nel suo paese. E' tornato in Cile, giovedì è rientrato a Siena e in settimana si completerà il suo trasferimento”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line