Dal Canto: “Penalizzati dall’ennesimo errore arbitrale”

Mister Dal Canto ha parlato a fine partita. Queste le sue dichiarazioni:

Il match – “Loro sono partiti con un paio di situazioni pericolose, ne abbiamo avute due anche noi con Cesarini. Abbiamo avuto il predominio del gioco su un campo difficile per il terreno di gioco e per il valore dell’avversari”.

Rigore – “Senza nulla togliere al Renate, siamo stati penalizzati dall’ennesimo errore arbitrale. Abbiamo una foto clamorosa del fallo di mano, involontario ma dentro l’area di un metro, che ha fatto Damonte. In C, dove regna un grande equilibrio, l’episodio condiziona. Ci hanno levato un gol buono con l’Arezzo e ne hanno dato uno a loro in fuorigioco, con la Carrarese non ci hanno dato un calcio di rigore e ci hanno annullato un gol buono. Incominciano ad essere un po’ troppi gli errori, sono punti che vanno pesando sulla classifica. Ho letto due giorni fa un’intervista di Pjanic che dice che l’arbitro non indirizza le partite. Invece le indirizza le partite. Può fare cose buone o errori come i calciatori, fa parte di una partita e l’errore suo può diventare un macigno. Come è successo oggi”.

Giocatori – “Non abbiamo grandi differenze tra chi gioca e non chi gioca, però sono pagato per fare delle scelte e alle volte penalizzo qualcuno. In 13 partite la squadra non ha mai sbagliato la prestazione, l’approccio e la gestione. Ci manca qualcosa nel cammino che abbiamo fatto, dobbiamo andarcelo a riprendere”.  

Cambi – “Le partite vivono di equilibrio, avevamo il predominio però il Renate dava l’impressione di essere sempre pericoloso. Per la tipologia di partita e per il terreno di gioco non era una gara in cui poter usare tanto fioretto. Avrei potuto mettere un altro cinghialotto davanti, però credo che serva equilibrio. Ci saranno partite in cui si potrà osare di più. Ho fatto due cambi e la traversa di Damonte è arrivata per un cambio di marcatura (prima lo marcava Guidone, poi Ortolini, ndr). A volte posso pure far danni”. (G.I.)

Fonte: FOL
Foto: La Nazione- LaPresse