Dal Bentegodi: Giuseppe Sannino

Giuseppe Sannino: “Abbiamo ottenuto un pareggio importante e meritato contro un ottimo Chievo, siamo stati bravi a rimettere il risultato in parità dopo lo svantaggio, grazie a una grande compattezza, era importantissimo oggi muovere la classifica. Con una partita in meno da giocare la distanza dalla zona retrocessione è rimasta la stessa. Sappiamo che dovremo soffrire ancora. Destro? Era importante che tornasse a segnare, ma io sono contento soprattutto per la sua voglia di sacrificarsi e di mettersi a disposizione dei compagni. Per me è come un figlio, deve crescere e il mio compito è anche quello di placare un po' il clamore che c'è intorno a lui. Per come sono e le scelte che faccio con giocatori che giocano di più e altri di meno, non posso stare simpatico a tutti. Io però agisco sempre per il bene della squadra. Vergassola e Brienza? Sono due esempi per tutti gli altri, due giocatori e due ragazzi straordinari: far giocare Franco sulla fascia, dipende dall'esigenza di non perdere gli equilibri. Avessi il dono dell'ubiquità lo metterei ovunque. Come Vergassola ha giocato tre partite in una settimana, ma dentro è un bambino: ama giocare, non sente neanche la fatica, la accusa dopo quando esce dal campo. Tutta questa grinta? Non sono stato un calciatore importante, nessuno mi ha mai regalato niente, quello che ho me lo sono preso: così è la vita. Per come ero da calciatore, chiedetelo ai miei ex compagni, non ero di certo così. Lo sono diventato”. (a.go.)